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Lettere al direttore

La Giunta regionale e le punizioni per chi non si adegua al nuovo verbo dei cari leader

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Si fatica a commentare l’ennesima, strumentale, provocazione della giunta regionale: non concedere finanziamenti agli albergatori “colpevoli” di aver messo a disposizione, negli anni scorsi, le proprie strutture per l’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati. Si fa fatica perché sembra proprio una punizione retroattiva nei confronti di chi ha accettato di farsi coinvolgere nel sistema di accoglienza, sostenendo l’azione dello Stato.

Si fa fatica perché da anni la nostra associazione, come tante realtà del terzo settore italiano, si è impegnata in progetti di accoglienza diffusa sul territorio, in piccoli numeri, in appartamenti affittati da privati perché siamo convinti, da sempre, che l’accoglienza è una vera e propria opportunità per le comunità, oltre ad essere un dovere civico e costituzionale.

Siamo sempre stati contrari ad un sistema basato sulla logica emergenziale in cui si è preferito dare soldi ad alcuni albergatori che nulla hanno a che spartire con il lavoro dell’accoglienza.
Ed ora, a posteriori, la giunta regionale mette alla gogna quegli albergatori, che hanno risposto a richieste delle Istituzioni, come “colpevoli” di non aver voluto investire nello sviluppo turistico della Liguria e quindi sanzionati con l’esclusione dai benefici. Siamo convinti che questa decisione sia discriminatoria, inutile, dannosa e pretestuosa come, troppe volte, la politica regionale degli ultimi quattro anni.

Per cui poniamo al presidente Giovanni Toti alcune semplici domande. Di quali numeri stiamo parlando? Quante sono le strutture che sarebbero escluse dai benefici? Perché la Giunta Ligure vuol criminalizzare quegli albergatori che si sono messi a disposizione a seguito di una richiesta dello Stato? Perché la Giunta ha preso questa decisione, certamente vessatoria, proprio quando il recente decreto sicurezza punta proprio e solo ad un’accoglienza basata sui grandi numeri e sui soli servizi di accoglienza alberghiera? Perché Regione Liguria si occupa solo ora di immigrazione e accoglienza dopo aver lasciato soli i comuni in questi quattro anni, addirittura arrivando ad osteggiare apertamente i progetti Sprar? Dov’era Regione Liguria nei momenti di maggiore emergenza a Ventimiglia?

Confidiamo in qualche risposta perché, altrimenti, avremmo conferma delle nostre convinzioni ovvero che, ancora una volta, saremmo di fronte ad una “legge propaganda” inutile e al tempo stesso dannosa per la nostra Regione.

Arci Liguria

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