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Infrastrutture, Salini e l’Italia che fa sistema

Grandi manovre per superare le difficoltà nel nostro Paese e per vincere all'estero

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La ricostruzione del ponte Morandi a Genova è diventata metafora della capacità di realizzare per la prima volta in Italia opere strutturali nuove, nate in tempi brevi, nella piena trasparenza delle procedure e con caratteristiche tecnologicamente avanzate e di tutela ambientale.

Simbolo delle necessità, il nuovo ponte dovrà essere un’eccellenza nel settore grandi opere, un mercato che nel nostro Paese, assicurando un milione di posti di lavoro, vale l’8% del Pil ma che soffre ancora di debolezze strutturali che vanno dalla complessità normativa per le gare d’appalto alle scarse risorse pubbliche per gli investimenti. Fattori la cui concomitanza ha causato la crisi di operatori storici come Astaldi, Condotte, Trevi, Grandi Lavori Fincosit e Cmc.  Sul panorama nazionale soltanto Salini Impregilo (www.salini-impregilo.com/it) risulta godere di ottima salute.

Lo stato di benessere di quella che oggi giorno è l’azienda italiana leader nel settore delle infrastrutture, deriva soprattutto dalla forte crescita all’estero, dagli Stati Uniti all’Australia.  Del resto, la proiezione sui mercati internazionali, dove nel prossimo triennio sono previsti lavori per 600miliardi di euro, è oramai un obbligo.

sezine ponte

Ritagliarsi uno spazio all’estero, tuttavia, non è un’operazione semplice. Occorre infatti battere la concorrenza di imprese grandi due, tre, dieci volte di più, con una patrimonializzazione più elevata, maggiore facilità di accesso al mercato dei capitali, il supporto del sistema-Paese

Se la sfida dunque è su due fronti, in Italia e all’estero, una sola può essere la soluzione: dare vita a un operatore di grandi dimensioni che consolidi le diverse imprese, singolarmente troppo deboli.

Dall’analisi condotta, emerge che il catalizzatore non può che essere Salini Impregilo, numero uno in Italia con un giro d’affari di 6,5 miliardi di euro, che potrebbero almeno raddoppiare. Il gruppo avrebbe infatti la capacità di investimento – oltre che i talenti, le competenze e l’efficienza – necessarie a sfidare i colossi internazionali,  assicurando al tempo stesso un forte impegno per la modernizzazione e lo sviluppo del nostro Paese.

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