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I Verdi savonesi preoccupati per le condizioni dei ponti romani e quelli “moderni” nel savonese

"Servono interventi tempestivi sia sui manufatti antichi che su quelli moderni a salvaguardia dell'incolumità pubblica"

Quiliano. I Verdi Savonesi sono preoccupati per lo stato dei ponti romani situati sulla Via Aemilia Scauri, vittime (come molti altri manufatti) del maltempo che negli ultimi mesi ha colpito sempre più frequentemente il nostro territorio.

“Gli ultimi disastrosi eventi meteorici hanno creato ulteriori problemi al patrimonio archeologico savonese – nota il portavoce dei Verdi della provincia di Savona, Gabriello Castellazzi – I ponti romani sulla Via Aemilia Scauri, che consentivano gli attraversamenti del torrente Quazzola a Quiliano (nella valle dei Tecci) e che permettono ancora oggi, dopo quasi 2000 anni, di risalire la costa verso la valle Padana, si trovano in uno stato di preoccupante abbandono. Nel 2015 un interessante convegno ne mise in rilievo l’importanza archeologica per i collegamenti storici con la via Julia Augusta (13 a.C.), già illustrati anticamente dal geografo romano Strabone. Oggi la vegetazione invade quasi competamente i siti monumentali e la caduta di grossi alberi potrebbe aver creato danni agli antichi archi (foto). Sono assolutamente necessari interventi urgenti di manutenzione per liberare i ponti dalla vegetazione invasiva”.

“La Via Aemilia Scauri collegava Vada Sabatia (Vado Ligure) a Derthona ( Tortona) e venne realizzata per volere del Console romano Marco Emilio Scauro nel 109 a. C., quindi ancor prima della Via Julia Augusta (13 a. C.) della quale conserviamo i meravigliosi ponti di Finale Ligure. E’ necessario ricordare ancora una volta l’importanza storica di questi manufatti e la loro necessaria valorizzazione in un contesto turistico-culturale. La visita di questi siti è un’occasione importante per il turista oltre che per tutti gli amanti della storia e dell’architettura. E’ un’esperienza unica poter ammirare manufatti, che mostrano ancora tutta la loro bellezza a distanza di circa 2000 anni, e valutare la perizia degli antichi costruttori”.

“A questo punto, però, non si può evitare il raffronto con i ponti moderni realizzati proprio nella parte alta della stessa Val Quezzola. Poco sopra il percorso che da secoli consentiva il transito verso il Piemonte, dobbiamo considerare il grave deterioramento dei viadotti dell’autostrada Torino-Savona costruita solo una cinquantina di anni fa. Ovviamente i Verdi auspicano interventi tempestivi sia sui manufatti antichi che su quelli moderni a salvaguardia dell’incolumità pubblica”, conclude Castellazzi.

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