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Giro del Mondo sulla Costa Luminosa, il racconto di due savonesi: “Posti da incanto ma realtà dure, siamo fortunati” fotogallery

Due giovani dello staff Costa hanno scattato foto con la bandiera della Liguria in tutto il mondo

Pietra/Albenga. “È stata un’esperienza dura, ma molto bella. E come ogni viaggio mi ha fatto crescere ancora. Abbiamo avuto la fortuna, o sfortuna, di avvicinarci a realtà molto dure che ci fanno capire quanto siamo fortunati e ci fanno apprezzare motlo di più ciò che abbiamo e diamo per scontato”. Così Joshua, 30enne pietrese, racconta il viaggio intorno al mondo appena concluso insieme a una sua collega di Albenga, Monica, 27 anni. I due ragazzi lavorano per Costa Crociere e, negli ultimi mesi, hanno compiuto un lunghissimo “giro del mondo” di 106 giorni a bordo della Costa Luminosa, nel corso del quale hanno scattato foto con la bandiera della Liguria in alcuni dei posti più suggestivi della Terra.

Il Giro del mondo organizzato da Costa Crociere ha accompagnato gli ospiti in 3 oceani diversi, per un totale di 41 destinazioni. Un sogno per tanti viaggiatori, ma anche un tour de force faticoso per chi sulle navi ci lavora. “Il giro è andato bene – racconta Joshua – Sono strafelice di questa esperienza, anche se devo ammettere che il giro del mondo dell’anno scorso mi ha entusiasmato maggiormente, il primo è sempre il primo. Ho avuto la fortuna di vedere tantissimi posti da sogno”.

Le tappe più belle, racconta, sono state la Polinesia con Moorea (“un’isola fantastica dove ho fatto un giro in jeep all interno ma anche spiaggia in un isolotto paradisiaco”) e le Isole Cook: “Un’isola di 33 km di ciconferenza che ho girato in un’ora di bus per poi fare un’escursione in barca in una laguna dall’acqua cristallina con pranzo sulla spiaggia. Sono stati stupendi anche i fiordi cileni: abbiamo navigato lungo tutto il canale vedendo dei ghiacciai imponenti, cosa che i ghiacciai norvegesi a confronto sono dei ghiaccioli”.

E ancora, “Ushuaia è stato sicuramente molto emozionante per il fatto di essere nel punto estremo sud del mondo: incredibile! Così come il raggiungere Capo Horn e pensare agli innumerevoli velieri che centinaia di anni fa si spingevano fino a quelle zone così sperdute e pericolose, fa pensare come ‘ce le avessero cubiche’ i nostri antenanti. Mi ha affascinato molto il Pao de Azucar a Rio de Janeiro da dove c’è una vista sulla città impensabile. Di Buenos Aires mi è piaciuto il caminito: la zona dai mille colori costruita dagli italiani e pitturata con colori di scarto dalle imbarcazioni”.

“È stato molto emozionante camminare tra i pinguini nella penisola Valdes, in Patagonia. Bellissimi gli innumerevoli templi in Indonesia a Bali dove ho girato in scooter tutta l’isola nel traffico folle. Ho avuto la fortuna di vedere Pitcairn, l’isola degli ammutinati del Bounty, e i moai dell’Isola di Pasqua (dove purtroppo non siamo potuti scendere per via del mare grosso e quindi li abbiamo visti ‘da fuori’)”. Ma le tappe fantastiche sono state decine: Barcellona, Marrakesh, Olinda, la “bombonera” (casa del Boca Juniors), lo stretto di Messina o Civitavecchia. “E poi i draghi di Komodo – racconta sognante il 30enne di Pietra Ligure – pazzesco, varani giganti del genere credevo esistessero solo nei film”.

“Tra i vari continenti poi ho potuto anche assaggiare diversi cibi strani e buonissimi: empanadas di lama e granchi giganti in Argentina, cozze verdi giganti in Nuova Zelanda, medusa in Malesia, carne da sogno in Brasile Argentina e Cile, tonno fresco e banane in Polinesia, uovo centenario (lasciato a fermentare per 100 giorni) a Singapore, la cucina indiana, araba… tutto da sogno” conclude Joshua.

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