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I Magazine di IVG.it - La Quinta di Copertina

Due libri per… conoscere l’Africa

"La quinta di copertina" è la rubrica per gli appassionati di lettura, ogni venerdì due libri consigliati da "La Compagnia dei Lettori"

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TITOLO: Fratelli d’anima

AUTORE: David Diop. Nato a Parigi ed è cresciuto in Senegal. Attualmente vive nel Sud-Ovest della Francia dove insegna letteratura francese presso l’Università di Pau Grazie a Fratelli d’anima, il suo secondo romanzo, ha vinto il premio Goncourt des Lycéens e il Premio Strega Europeo 2019.
EDITORE: Neri Pozza
ANNO: 2019
PREZZO: euro 16,00

CITAZIONE: “Mi ha chiesto per tre volte di dargli il colpo di grazia e per tre volte mi sono rifiutato. Era prima, prima che mi autorizzassi a pensare qualunque cosa. Se allora fossi stato quello che sono diventato oggi, lo avrei ammazzato la prima volta che me l’ha chiesto.”

TRAMA: Sul fronte occidentale, nelle trincee francesi, tra i soldati bianchi coi loro vistosi calzoni rossi spiccano i fucilieri senegalesi, «i cioccolatini dell’Africa nera», come li chiama il capitano Armand. Prima di ogni assalto, il capitano non manca di ricordare loro che sono l’orgoglio della Francia, «i piú coraggiosi dei coraggiosi», un autentico incubo per i nemici che hanno paura dei «negri selvaggi, dei cannibali, degli zulú». I senegalesi ridono contenti. Poi, mettendosi in faccia gli occhi da matto, sbucano fuori dalla trincea con il fucile nella mano sinistra e il machete nella destra. Alfa Ndiaye e Mademba Diop sono amici, fratelli d’anima cresciuti insieme in Africa, lontano dai freddi accampamenti del fronte. Quando in trincea risuona il colpo di fischietto del capitano, escono anche loro dal buco urlando come selvaggi indemoniati per non apparire meno coraggiosi degli altri. Un giorno, però, Mademba Diop viene ferito mortalmente e, con le budella all’aria, chiede per tre volte ad Alfa di dargli il colpo di grazia. Per tre volte Alfa si rifiuta e, dopo una lunga e atroce agonia, Mademba muore. La morte dell’amico consegna Alfa all’impensabile, a tutto ciò che gli antenati e il mondo di ieri avrebbero proibito e che invece la grande carneficina della guerra moderna concede. A ogni fischio di chiamata del capitano Armand, Alfa si precipita fuori dalla trincea e corre verso i «nemici dagli occhi azzurri», uccidendo senza pietà e tagliando alle sue vittime una mano come trofeo di guerra. Una, due, tre, quattro… otto mani. Come un demone, uno stregone, un divoratore di anime, che soltanto una voce del mondo di ieri potrebbe salvare.

LA NOSTRA OPINIONE: Fratelli d’anima ha vinto il Premio Strega Europeo 2019 e un riconoscimento è stato assegnato anche al traduttore del libro, Giovanni Bogliolo, segno tangibile dell’importanza che hanno le traduzioni come strumento di dialogo e di conoscenza. La storia dei tiratori scelti senegalesi impiegati dai francesi durante la Prima guerra mondiale è una storia vera, Diop è un pronipote di uno di questi valorosi soldati. È stato il primo momento in cui tanti migranti sono stati chiamati dall’Europa a combattere. E’ stata la prima grande ondata di migranti africani venuti in Europa, dall’Africa del Nord e da quella sub sahariana. Fratelli d’anima mostra come nel naufragio totale della civiltà rappresentato dalla Grande Guerra non soltanto l’Europa, ma anche una parte non trascurabile dell’Africa perse la sua anima e la millenaria tradizione che la custodiva.
È un romanzo che consigliamo perché è una denuncia contro il colonialismo e contro la guerra.

TITOLO: La mia Africa

AUTORE: Karen Blixen. PSeudonimo di Karen Christentze Dinesen, baronessa von-Blixen-Finecke (1885-1962).
EDITORE: Feltrinelli
ANNO: 1937
PREZZO: 9,50 Euro

CITAZIONE: “I bianchi di solito cercano in tutti i modi di proteggersi dall’ignoto e dagli assalti del fato. L’indigeno, invece, considera il destino un amico, perché è nelle sue mani da sempre; per lui, in un certo senso, è la sua casa, l’oscurità familiare della capanna, il calco profondo delle sue radici”

TRAMA: Vissuta fino al 1931 in una fattoria dentro una piantagione di caffè sugli altipiani del Ngong, Karen Blixen ha descritto con una limpidezza senza pari il suo rapporto d’amore con l’Africa. Sovranamente digiuna di politica, ci ha dato il ritratto forse più bello del continente nero, della sua natura, dei suoi colori, dei suoi abitanti. I Kikuyu che nulla più può stupire, i fieri e appassionati Somali del deserto, i Masai che guardano, dalla loro riserva di prigionieri in cui sono condannati a estinguersi, l’avanzata di una civiltà “che nel profondo del loro cuore odiano più di qualsiasi cosa al mondo”. Uomini, alberi, animali si compongono nelle pagine della Blixen in arabeschi non evasivi, in una fitta trama di descrizioni e sensazioni che, oltre il loro valore documentario, rimandano alla saggezza favolosa di questa grande scrittrice, influenzando in modo determinante i contenuti della sua arte: “I bianchi cercano in tutti i modi di proteggersi dall’ignoto e dagli assalti del fato; l’indigeno, invece, considera il destino un amico, perché è nelle sue mani da sempre; per lui, in un certo senso, è la sua casa, l’oscurità familiare della capanna, il solco profondo delle sue radici”

LA NOSTRA OPINIONE: “La mia africa” è un romanzo autobiografico pubblicato la prima volta nel 1937 dalla scrittrice e pittrice danese Karen Blixen, in Italia è stato pubblicato nel 1959 da Feltrinelli.
La storia è quella della permanenza in Kenya dell’autrice, dal 1914 al 1931. Karen parte per l’Africa assieme al cugino di secondo grado, nonché futuro sposo, lo svedese Bror von Blixen-Finecke, il 2 dicembre 1913. Assieme acquistano una fattoria con una piantagione di caffè vicino Nairobi. Nel 1921 i due divorzieranno e Karen resterà da sola a dirigere la piantagione fino al 1931, quando una crisi del mercato del caffè e la morte del suo compagno, il cacciatore Danys Finch Hatton, avvenuta il 14 maggio 1931, per un incidente aereo, la costringerà a lasciare per sempre l’Africa, ritornando il 31 agosto 1931 in Danimarca.
La storia di quell’esperienza in Africa, che pubblicherà nel 1937, resterà il suo capolavoro letterario.
La Blixen descrive con un linguaggio piacevole e denso di particolari un’epoca, quella coloniale, che lei vede con occhi curiosi e privi di quei preconcetti e di quelle certezze di “superiore civiltà”, rispetto all’Africa, tipica dei bianchi di quel tempo. Lo stretto rapporto con la natura, con i suoi pregi e difetti, e con i popoli indigeni (nel racconto si parla anche dei Masai e dei Somali) porteranno la Blixen a sostenere una superiorità dell’Africa, rispetto all’Europa, in quanto “più pura e più vicina a quanto Dio aveva preparato per gli uomini”. La Blixen ci propone uno spaccato vivido ed esaustivo, cogliendo la vita africana in tutte le sue sfaccettature.

La Compagnia dei Lettori è un gruppo nato allo scopo di leggere e parlare di libri condividendo emozioni e riflessioni scaturite da una passione comune. Si riunisce ogni primo martedì del mese alla Feltrinelli di Savona.
“La quinta di copertina” è la rubrica per gli appassionati di lettura, ogni venerdì due libri consigliati da “La Compagnia dei Lettori”: clicca qui per leggere tutti gli articoli

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