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I Magazine di IVG.it - L'Angolo dei Curiosi

Due concetti giapponesi per affrontare l’estate

"L'Angolo dei Curiosi" è la rubrica per chi è desideroso di vedere, ascoltare, conoscere: ogni giovedì con Daria Croce e Giulia Grenno

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Non diciamolo troppo forte ma, finalmente, l’estate è arrivata.

Sono anni che vivo un rapporto conflittuale con questa stagione: mi ripeto che amo l’inverno, il freddo e se da un lato i miei gusti vanno effettivamente in quella direzione, dall’altro lato è tutta una giustificazione alle mie insicurezze.

Perché sì, lo confesso: io porto con me una gigantesca quantità di insicurezze che mi rendono difficili un sacco di cose.
Credo anche che siamo tutti troppo severi con noi stessi e che ci imponiamo limiti che soffocano la nostra percezione della realtà, che ci creano ansie e disagi perchè non ci sentiamo mai all’altezza degli altri e di quanto ci si presenta davanti.
Ecco che, dopo anni e anni in questo spiacevole microcosmo, ho trovato due concetti giapponesi che hanno innescato ed alimentato un percorso di comprensione verso me stessa.

Il primo concetto si chiama “Wabi-sabi” (侘寂): bellezza imperfetta.

Pensateci bene: quanto è noiosa la perfezione? Ma, soprattutto, esiste?
Questo concetto racchiude un meraviglioso significato e libera la nostra vita dalla ricerca della perfezione.
Questo ovviamente non significa che non dobbiamo cercare di diventare la versione migliore di noi stessi ma che tutto deve essere regolato al ritmo delle nostre sensazioni e della nostra volontà.

Adoro come ne racconta a riguardo Brian Molko, il cantante dei Placebo.
“I’d like to say a few words about this guitar, I call this guitar my baby. It’s from 1956, and it’s the guitar that I do most of my writing, and I absolutely adore it. And it’s beautifully damaged. It’s a Japanese concept called “Wabi Sabi” which means that perfection is in the imperfection. And the way this guitar looks represents that perfectly I think”.

[Mi piacerebbe dire alcune parole riguardo a questa chitarra, io la chiamo “My baby”. E’ del 1956 ed è la chitarra su cui ho scritto la maggior parte dei miei pezzi e la adoro. E’ meravigliosamente danneggiata. Si tratta di un concetto giapponese chiamato “Wabi-Sabi” che significa che la perfezione si trova nell’imperfezione. E l’aspetto di questa chitarra credo che lo rappresenti alla perfezione.]

Il secondo concetto, di cui avevo già parlato, si chiama Kintsugi (金継ぎ): riparare con l’oro.

Questa pratica giapponese consiste nel rimettere insieme i cocci di qualcosa che si è rotto utilizzando l’oro fuso: in questo modo prende vita un oggetto nuovo e più prezioso di quanto non fosse prima.
Quindi cercate di essere sempre orgogliosi delle vostre imperfezioni e delle vostre cicatrici, sia fisiche che emotive: sono quanto vi rende unici e preziosi.

“L’Angolo dei Curiosi” è la rubrica di IVG a cura di Daria Croce e Giulia Grenno per chi è desideroso di vedere, ascoltare, conoscere, ritrovarsi o dissentire. A Daria e Giulia piacciono il profumo dei libri, il rumore della puntina che tocca il vinile, il buio in sala quando sta per iniziare un film, l’odore delle cartolerie, il ticchettio della macchina da scrivere, i ritratti in bianco e nero, le prospettive diverse, fermarsi col naso all’insù.
Se ti piace almeno una di queste cose, prenditi una pausa insieme a noi
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