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Di Maio a Villanova e Vado, Provincia e sindaci non vengono invitati: “Persa un’occasione di confronto”

Olivieri: "Dice che le Province non servono a niente. Ma mi sarebbe piaciuto incontrarlo per dimostrargli che invece a qualcosa serviamo"

Villanova d’Albenga/Vado Ligure. “Nei miei confronti è stato coerente, visto che dice che le Province non servono a niente. Ma mi sarebbe piaciuto incontrarlo per dimostrargli che invece a qualcosa serviamo”. Cerca di sdrammatizzare il suo “dispiacere istituzionale” con una battuta, il presidente della Provincia di Savona Pierangelo Olivieri. Il numero uno di Palazzo Nervi è rammaricato per non aver avuto la possibilità di incontrare il ministro dello sviluppo economico Luigi Di Maio, che stamattina ha visitato gli stabilimenti della Piaggio di Villanova e della Bombardier di Vado Ligure.

“Da quando sono stato eletto sei mesi fa circa – spiega Olivieri – ho avviato un costante confronto con il presidente della Regione Giovanni Toti e con i sindaci di Albenga, Villanova d’Albenga e Finale Ligure sul fronte Piaggio e con il collega di Vado Ligure per quanto riguarda Bombardier. Sono stato a Roma cinque volte per prendere parte ad altrettanti tavoli ministeriali (con due rinvii e un invito inviato tardivamente, alle 21 della sera precedente il giorno dell’incontro, per un disguido di segreteria) e per una volta che il ministro viene sul nostro territorio né io né i sindaci dei quattro comuni veniamo invitati. Sono contento che Di Maio sia venuto a farci visita, ma non comprendo come si sia potuta creare questa situazione. Ci riteniamo parte di una squadra di lavoro, che è quella delle istituzioni: oggi avevamo un’occasione di sintesi e di confronto diretto con tutte le parti sociali, ma ciò non è stato possibile e me ne dispiaccio”.

Un faccia a faccia sarebbe stato a dir poco utile perché “le questioni sono veramente tante. Come cabina di regia dell’area di crisi complessa (bnella quale rientrano Albenga, Villanova e Vado, oltre alla Valbormida e altri) stiamo aspettando da Invitalia, cioè dal ministero, la definizione delle graduatorie. Dal 2017 abbiamo 20 milioni di euro di risorse (che sono oro) da destinare a quella porzione produttiva della provincia ed i riscontri ancora non sono arrivati. Il 28 maggio ci vedremo in Regione per i bandi regionali con i due assessorati a lavoro e sviluppo economico. Viste tutte le partite ancora aperte quella di oggi poteva essere una buona occasione di aggiornamento. Specie perché le occasioni di incontro non sono tante”.

E riguardo la battuta sull’utilità delle Province, Olivieri aggiunge: “Il ministro Toninelli dice che vanno eliminati gli enti intermedi. Ma noi siamo una istituzione e non un ente così come lo intende lui. Giusto eliminare i ‘poltronifici’ che si sono creati con alcune agenzie, alcune partecipate e alcuni ambiti. Ma la Provincia non è un ‘poltronificio’. Specie con l’organizzazione attuale, con presidente e consiglieri che hanno le deleghe di veri e propri assessori e invece si impegnano pro bono per il territorio. E’ impensabile che il presidente della Provincia debba sapere cosa abbia detto un ministro in visita sul suo territorio chiedendo ai sindacati o al prefetto (con il quale c’è un ottimo rapporto e con il quale il dialogo è praticamente quotidiano: ancora negli ultimi giorni ci siamo confrontati sulla possibilità che si creassero tensioni sociali e manifestazioni, cosa che non si è verificata grazie ai lavoratori e ai sindacati che non sono mai andati oltre il limite). Poteva essere una giornata molto positiva sotto vari aspetti. Sotto quello istituzionale è stata per me una giornata di grande dispiacere”.

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