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Coltellata nel collo al marito di un’amica dell’ex moglie e maltrattamenti: condannato a 10 anni

A giudizio c'era un albanese di 36 anni che era finito in manette nell'aprile del 2018: la vittima dell'aggressione, fortunatamente, se l'era cavata con una lieve lesione

Savona. Dieci anni di reclusione per le accuse di tentato omicidio premeditato (aveva accoltellato al collo un amico dell’ex moglie) e di maltrattamenti in famiglia. E’ la condanna che, questa mattina, il giudice Alessia Ceccardi ha inflitto ad un albanese di 36 anni, Geraldo Piskaj, al termine del rito abbreviato.

Il giudice ha anche condannato l’albanese, al quale sono state inflitte anche una serie di interdizioni, a risarcire la ex compagna (la quantificazione del danno sarà da stabilire in sede civile).

Inizialmente Piskaj (per il quale il pm aveva chiesto una condanna a 16 anni e 8 mesi di reclusione) doveva essere giudicato in due procedimenti distinti, uno per il tentato omicidio e l’altro per i maltrattamenti alla moglie, ma il giudice Ceccardi ha ritenuto che le contestazioni fossero collegate e, di conseguenza, aveva fissato il giudizio abbreviato per entrambi i reati.

Piskaj era finito in manette nell’aprile del 2018 dopo aver colpito con una coltellata un connazionale, L.G., 32 anni. Dietro all’aggressione, secondo la ricostruzione degli investigatori, c’era un episodio risalente a qualche settimana prima dell’accoltellamento, quando la moglie di Geraldo Piskaj era andata via di casa su consiglio dei carabinieri a causa dei maltrattamenti da parte del marito. In quella circostanza, L.G., un uomo sposato, l’aveva aiutata nel trasloco, ma solo perché glielo aveva chiesto la moglie, amica dell’altra. Un’intromissione che, però, non sarebbe piaciuta a Geraldo Piskaj che quindi si era presentato sotto casa del connazionale con l’intenzione – questa la tesi degli inquirenti – di regolare i conti (di qui la contestazione di premeditazione).

Piskaj aveva aspettato la vittima sotto casa con un grosso coltello da cucina in tasca. Quando lo aveva visto parcheggiare l’auto si era avvicinato dicendogli che gli voleva parlare, ma poi si era avventato su di lui. L’aggressore aveva colpito il connazionale con un fendente al collo che, fortunatamente, non aveva avuto gravi conseguenze (se l’era cavata con una medicazione all’ospedale San Paolo e una prognosi di sette giorni) anche grazie alla sua pronta reazione.

Il violento episodio era avvenuto nella zona di via Maria Solari, nel quartiere di Villapiana. Ad allertare i carabinieri era stata la moglie della vittima che aveva assistito all’aggressione. Di lì a pochi minuti erano arrivate le pattuglie del nucleo radiomobile dei carabinieri, coordinate dal maggiore Dario Ragusa e dal tenente Matteo Ettore Grasso, che avevano arrestato il responsabile.

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