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Camiciottoli vs. Boldrini, atto II: ora è il sindaco a querelare la deputata per diffamazione video

"Continua a dire che incitai allo stupro anche ora che la sentenza lo ha escluso: adesso basta"

Pontinvrea. “Ora basta, sono veramente stufo che l’Onorevole Boldrini continui a diffamarmi. Lo faceva prima del processo che mi ha visto imputato, dicendo che incitavo al suo stupro, continua a farlo oggi quando invece il giudice di primo grado ha escluso nel dispositivo della sentenza che ci fosse da parte mia incitamento allo stupro (non si tratta in effetti dell’augurio di uno stupro come sostenuto dalla parte civile”. Inizia così il comunicato stampa con cui Matteo Camiciottoli, appena rieletto sindaco di Pontinvrea, annuncia di aver querelato l’ex presidente della Camera dei Deputati per diffamazione.

Il caso nasce da una agenzia di stampa (AdnKronos) che ieri ha riportato un messaggio postato su twitter da Boldrini nel quale, commentando le sentenze del tribunale di Genova nella vicenda “spese pazze” e la condanna di Edoardo Rixi, scriveva: “Non conosco personalmente Edoardo Rixi, ma ricordo che mi attaccò per difendere un altro leghista condannato, Camiciottoli, il sindaco che mi augurò lo stupro per farmi tornare il sorriso”. La vicenda è nota: il primo cittadino leghista nel 2017 propose sui social di far scontare i domiciliari agli stupratori di Rimini “a casa della Boldrini, magari le mettono il sorriso”. Una frase letta da Boldrini come un “augurio allo stupro” e per questo sfociata in una denuncia per diffamazione: una tesi che però il sindaco di Pontinvrea ha sempre respinto, sostenendo che quel “le mette il sorriso” non era riferito allo stupro ma al fatto che si trattava di immigrati e che Boldrini era favorevole all’immigrazione.

Una spiegazione accolta in parte dal Tribunale, che ha condannato Camiciottoli a pagare 20mila euro di multa ma non per un “invito allo stupro” (non ravvisato dal giudice nelle parole del sindaco) bensì per aver suggerito che Boldrini avrebbe tratto piacere da un atto sessuale con gli arrestati: “Una semplice aggressione personale alla Boldrini quale donna – ha scritto nella sentenza il giudice Emilio Fois – In sostanza Camiciottoli afferma con sarcasmo che la reiterazione del reato ai danni della stessa Boldrini non sarebbe dispiaciuta affatto alla persona offesa”. Non un invito allo stupro, quindi, ma una frase che comunque “lede l’onore e la reputazione della donna presa di mira che viene attaccata e dileggiata negli aspetti più intimi”.

E ora è Camiciottoli a partire all’attacco. “Per tutelare l’immagine mia e quella dei miei cittadini, che continuano a vedere sugli organi di stampa che il loro sindaco viene descritto come una persona che incita allo stupro, mi sono recato in questura a Savona a sporgere denuncia contro l’onorevole Boldrini, e ho dato mandato al mio legale di procedere in ogni sede contro questa ennesima diffamazione nei miei confronti. Spero che questa volta la procura di Savona apra un fascicolo e rinvii a giudizio l’onorevole Boldrini, perchè è evidente anche ai non addetti ai lavori, alla luce della sentenza di primo grado, che quello dichiarato ieri su Twitter è diffamazione” conclude.

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