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Biodigestore nelle aree ex Tirreno Power, “Uniti per la salute” e Wwf presentano ricorso al Capo dello Stato

Le due associazioni ambientaliste si scagliano in particolare contro la Regione Liguria e la Provincia di Savona

Vado Ligure. “Non bastano le parole, il problema è serio ed occorrono azioni ed atti concreti”. Per questo motivo “Uniti per la salute” e Wwf hanno presentato un esposto “contro” il progetto per la realizzazione di un biodigestore che, secondo il piano di area omogenea per la gestione dei rifiuti della Provincia di Savona, dovrebbe trovare spazio nelle ex aree Tirreno Power di Vado Ligure. Le due associazioni ambientaliste si oppongono in particolare contro le delibere della Regione Liguria e della Provincia di Savona.

“Poiché ci siamo resi conto che la popolazione dell’immediato ponente di Savona specialmente dei comuni di Vado e Quiliano non risulta essere compiutamente informata sugli sviluppi della vicenda ‘biodigestore’ abbiamo deciso di evidenziarne alcuni aspetti – spiegano in una nota i rappresentanti di ‘Uniti per la salute’ – Con la delibera del consiglio della Provincia di Savona numero 43 del 2 agosto 2018 veniva approvato il ‘Piano d’area omogenea per la gestione integrata dei rifiuti’ con la previsione del sito delle aree ex centrale per un nuovo biodigestore. Con la delibera numero 8 del 6 agosto 2018 è stato approvato il ‘Piano regionale di gestione dei rifiuti della Liguria’ comprensivo della previsione del biodigestore nelle aree ex centrale”.

Secondo “Uniti per la salute” e Wwf “la scelta di ‘piazzare’ un impianto di questa imponenza proprio in mezzo a due centri densamente abitati anziché in una zona più isolata, ci appare assai infelice, poiché i biodigestori secondo numerosi studi, evidenziano diversi aspetti ambientali potenzialmente problematici: odori ed emissioni inquinanti aeriformi varie, rischi di inquinamento batterico, rumori, ed inoltre il probabile, se non certo, deprezzamento del valore dei moltissimi immobili dell’area . E’ da considerare inoltre il notevole traffico di autocarri che verrebbe ad aggiungersi a quello che si prevede già molto intenso dovuto alla piattaforma in un contesto che vede anche la presenza di diverse industrie classificate a ‘Rischio incidente rilevante’ secondo la normativa Seveso. Anche sul piano dell’occupazione questa scelta ci pare inoltre inopportuna e illogica poiché destinerebbe ad un utilizzo di trattamento di rifiuti, aree retro portuali di grande pregio e foriere di insediamenti con notevoli possibilità di sviluppo e di lavoro”.

“Quindi su questo lembo di ‘fortunato’ territorio e su queste stesse aree, dopo anni di presenza di un grande impianto a carbone (in riferimento al quale è in corso attualmente un processo per disastro ambientale e sanitario), risulta essere stata approvata la previsione di un imponente biodigestore per trattare decine di migliaia di tonnellate di rifiuti provenienti anche da altre province. Nonostante certe imbarazzate dichiarazioni di alcuni politici tendenti a minimizzare la possibilità di questo insediamento, i nostri legali ci hanno ribadito che (purtroppo) questo piano è stato approvato e tale rimarrà, con la possibilità effettiva di approvare il progetto in quest’area e quindi di costruire il biodigestore. Tutto ciò fino a che il piano non verrà modificato o annullato”.

“Studiando questi provvedimenti regionali e provinciali, i legali ci hanno evidenziato così numerosi profili di illegittimità e carenze istruttorie talmente rilevanti, anche e soprattutto sotto il profilo della necessaria considerazione della salubrità ambientale, che la nostra associazione, insieme con Wwf nazionale ha deciso di presentare un ricorso straordinario al capo dello Stato. Questa decisione ci ha comportato un notevole impegno anche economico, ma l’abbiamo ritenuta doverosa per il futuro di questo territorio che amiamo ed in cui crediamo”.

Il ricorso è disponibile qui.

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