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Lettere al direttore

Albenga, Alessandra Zunino Segre: “Promuovere il patrimonio storico per restituire cultura e dignità alla città”

"E' tempo di occuparsi di Albenga con competenza e attenzione di tutti i beni materiali ingauni, storici e recenti"

Ho letto con interesse l’articolo a firma del professor Pier Franco Quaglieni, che mette l’accento sulla tutela del patrimonio artistico ingauno chiedendo ai candidati quali saranno le proposte e le idee messe in campo per la cultura ed i beni culturali.

Da anni mi interesso della promozione del patrimonio storico ingauno e posso affermare che la valorizzazione di un bene parte dalla capacitá di conservazione dell’originale. Quattro anni fa ho insistentemente chiesto che le vetture non parcheggiassero più sul sagrato della Piazzetta dei Leoni. Insieme ad altre associazioni – con una campagna sui socials #iostoconileoni – si è creata una percezione diversa dei residenti verso i propri beni culturali, che ha permesso il raggiungimento dell’obiettivo. Oggi non la bella piazzetta non è più un parcheggio e chi la visita può ammirare in tutta la loro piacevolezza il sagrato antico e gli edifici storici circostanti.

Dal 2016 chiedo all’amministrazione comunale di procedere nella candidatura del Battistero a sito Unesco – ahimé la pratica non è stata mai portata avanti – e di provvedere ad una piccola pubblicazione esplicativa in più lingue su Albenga, sulla sua storia e su ciò che di interessante è da visitare, sia nel centro storico che nelle sue frazioni, anche questo mai realizzato.

Eppure mi sembra impossibile che una città che si vuole proclamare “turistica” non abbia un piccolo libretto turistico in più lingue, anche da vendere a pagamento.

Oggi si vuole “tutelare” e preservare” . Occorre quindi partire da qui: da linee guida che indirizzino le scelte per conservare l’autenticità del luogo e la sua bellezza. Come sottolinea il Prof.Quaglieni e come rimarca da anni l’Istituto Studi Liguri, l’amministrazione comunale non ha mai provveduto a redigere un “piano colore” per aiutare coloro che ristrutturano nella scelta più consona. Pur apprezzando il lavoro del ripristino della facciata di un privato,  oggi in Via Roma ci si ritrova con una vistosa parete gialla.

Questo la dice lunga sull’attenzione al patrimonio urbano: ho notato infatti che molte sono le trasandatezze attuali e lo scarso interesse al decoro. Le paline storte e rotte all’ingresso del centro storico raccontano che qualcosa non va. Ho visto anche che un largo tratto di marciapiede sulla via principale è stato ristrutturato malamente con cemento a vista, spalmato anche contro i tronchi di due poveri pini , senza ripristino delle pietre pre-esistenti e senza amore per la salute delle piante stesse. Un brutto lavoro mal fatto.

A far male i lavori non si risparmia,  perché il lavoro ben fatto è prima di tutto un modo razionale, utile, conveniente di pensare e di fare le cose. Il lavoro ben fatto è la qualità che fa muovere un Paese, che lo fa ripartire, che lo sostiene nei suoi percorsi di cambiamento e di sviluppo. La bellezza che diventa ricchezza, la cultura che diventa sviluppo, storia che diventa futuro.

È tempo di fare bene le cose perché è così che si fa, per restituire cultura e dignità alla propria città. E’ tempo di occuparsi di Albenga con competenza ed attenzione di tutti i beni materiali ingauni, sia storici che più recenti. Io ci metterò il mio impegno.

Alessandra Zunino Segre

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