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Albenga, accusati di aver minacciato di morte e “sequestrato” in auto un parente: padre e due figli in manette

In carcere sono finiti Biagio, Diego e Massimiliano Turco che avevano rapporti molto tesi con Battista Turco, fratello del primo e zio degli altri due, a causa di intricato contenzioso economico

Albenga. Tentata estorsione e sequestro di persona. Sono queste le ipotesi d’accusa formalizzate dal sostituto procuratore Marco Cirigliano nei confronti di Biagio Turco, 61 anni, e dei suoi due figli Diego e Massimiliano, di 37 e 32, imprenditori di Albenga (sono titolari di un’azienda che produce terriccio e concime per il settore florovivaistico), arrestati nel primo pomeriggio di mercoledì dopo un movimentato episodio che, secondo quanto accertato dagli inquirenti, li avrebbe visti protagonisti a danno di un quarto componente della famiglia, Battista Turco, rispettivamente fratello e zio degli altri.

Alla base delle tensioni tra i due fratelli ci sarebbe una controversia economica (si parla di crediti molto significativi) legata alla gestione dell’azienda di famiglia, Fin.Al.ba Srl che è anche già sfociata in due cause civili, una conclusa in tribunale a Savona a favore di Battista e l’altra pendente davanti al tribunale di Cuneo. Proprio nel tentativo di risolvere la questione, mercoledì mattina (vigilia di una nuova udienza davanti al giudice), Biagio Turco ed i figli si sarebbero presentati sotto casa di Battista e, proprio mentre lui stava uscendo, lo avrebbero prelevato di forza dalla sua auto costringendolo a salire sopra il Fiat Freemont di Biagio.

A quel punto lo avrebbero portato verso la loro abitazione per cercare di concludere un accordo economico che – questa la contestazione degli inquirenti – sarebbe stato però sfavorevole per Battista Turco. Per convincere il parente a chiudere il contenzioso legale fuori dai tribunali, il padre ed i due figli, non avrebbero esitato a trattenerlo sull’auto contro la sua volontà per circa un’ora ed a minacciarlo, anche di morte.

Secondo quanto trapelato, la vittima sarebbe stata anche privata del cellulare per circa mezzora. Solo quando gli è stato restituito il telefonino, Battista Turco sarebbe riuscito a chiamare e chiedere aiuto ad una nipote che poi ha allertato i carabinieri. L’intervento dei militari è stato immediato e, all’arrivo della pattuglia, l’imprenditore era ancora molto spaventato seduto sull’auto del figlio del fratello tanto che è stato accompagnato in ospedale per essere medicato (è stato dimesso con prognosi di sette giorni). Nel frattempo, invece, Biagio, Massimiliano e Diego Turco sono stati accompagnati in caserma dove poi, in accordo col pm Cirigliano, i carabinieri li hanno arrestati.

I tre, che sono difesi dagli avvocati Alain Barbera e Andrea Andrei, al momento si trovano in carcere ad Imperia in attesa dell’interrogatorio di convalida di arresto fissato per domani mattina davanti al giudice Emilio Fois.

In attesa dell’audizione di domani, quando padre e figli avranno la possibilità di fornire la loro versione dei fatti, proseguono gli accertamenti investigativi dei carabinieri di Albenga che stanno ricostruendo con precisione il contesto nel quale è maturato l’episodio di mercoledì mattina ed il presunto tentativo di estorsione.

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