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WWWK 2019, pronta a partire la vendita dei biglietti per il concerto d Roger Hodgson dei Supertramp foto

Dal 26 aprile

Alassio. Tutto pronto per la messa online dei biglietti di “When We Were Kids” 2019. Saranno aperte infatti il 26 aprile le vendite via Internet dei tagliandi per l’attesissimo concerto di Roger Hodgson, leader e voce solista nonché autore di tutte le hits dei celeberrimi Supertramp.

“Abbiamo finora scelto la sola vendita diretta al pubblico tramite il tradizionale punto della Casa del Disco di Alassio ed il successo ottenuto è andato oltre le nostre più rosee aspettative – dice Giampiero Colli, patron dell’evento – ed è quindi con entusiasmo che apriamo ora l’acquisto online sulle prestigiose piattaforme Vivaticket e Ticketone. I prezzi andranno dai 70 euro delle poltrone ai 180 della cena di gala più show, passando per i 90 delle poltronissime”.

“Quest’anno abbiamo optato per una soluzione differente rispetto al tradizionale street food, e abbiamo approntato una spettacolare tavolata nel tratto di via Dante adiacente a piazza Paccini, sede dello show vero e proprio. Questa cena, di altissimo livello, è un evento nell’evento: basti pensare che il catering è a cura della famosa Gastronomia Peck di Milano e che il dessert sarà curato dalla star televisiva Ernst Knam, il Re del Cioccolato, da sempre amico di ‘When We Were Kids’. Tanto per illustrare la qualità che verrà offerta, i vini saranno proposti da Ferrari e Pommery.”

Questa edizione dell’ormai tradizionale appuntamento di fine estate che quest’anno, lo ricordiamo, si terrà il 27 agosto, è particolarmente attesa visto che si tratterà dell’unica data italiana in occasione del quarantennale dell’iconico LP “Breakfast in America” le cui canzoni, unitamente a moltissimi altri successi dei Supertramp, verranno riproposti dalla magica voce di Roger Hodgson.
“Sarà meraviglioso sentir risuonare nella nostra Alassio le note di successi mondiali come ‘The Logical Song’, ‘Take the long way home’, ‘Dreamer’ e soprattutto ‘Fool’s Ouverture’, a mio parere una vera sinfonia – dice Adriano Berrino, che ha il compito di curare la parte di ricerca e gestione degli artisti – per non parlare di ‘Breakfast in America’ e ‘School’. Ma sono troppe per citarle tutte le canzoni che ancora oggi, dopo tanti anni, fanno vibrare i cuori di chiunque le ascolti. Non è stato semplice avere una band di questo calibro nell’unica tappa italiana del tour mondiale, partito dalla Nuova Zelanda, e siamo tutti davvero orgogliosi di avere ottenuto ciò per la nostra città. Credo che, dal punto di vista artistico, si tratti di uno spettacolo che ha davvero pochi eguali nell’attuale scena pop e rock progressivo del pianeta. Altra cosa importante è che il nome di Alassio verrà proiettato letteralmente in tutto il mondo, grazie agli innumerevoli fan club dei Supertramp sparsi ovunque e dai quali sono arrivati molti messaggi di plauso ed interessamento per questa tappa”.

Roger Hodgson Band

Matilde Tomagnini, che coordina sicurezza e rapporti con Istituzioni e sponsor pone l’accento sullo sforzo logistico: ” L’amministrazione comunale è stata splendida nel sostenere dall’inizio i nostri sforzi e senza il loro contributo pratico e morale sarebbe stato impossibile organizzare un evento di questa levatura. Saremo tutti concentrati per renderlo una magnifica giornata di festa per Alassio, assicurando i servizi e la professionalità necessari a realizzare una memorabile serata di musica ed allegria. Palco, tribune, qualità del suono e sicurezza saranno all’altezza di Alassio e del suo nome, e di sicuro faranno sì che anche gli artisti ricordino, come già successo per quelli che hanno partecipato alle precedenti edizioni, la loro tappa in Riviera come unica rispetto a tutte le altre del loro Tour.”

Marco Dottore della “Eccoci Eventi” cura il coordinamento del palco ed è il “maestro di cerimonie” dello show”. “Beh, per chi ama la musica come me sarà una grande emozione poter dire ‘prego, comincia pure’ a Roger Hodgson, un artista le cui canzoni so a memoria da sempre – dice Dottore – anche se devo dire che già il primo anno con i Village People, quando aggiustavo il copricapo dell’ ‘Indiano’ o nella scorsa edizione, quando Christopher Cross mi chiedeva ‘What do you think of the sound of this guitar?’ (cosa pensi del suono di questa chitarra?) confesso che avrei chiesto a qualcuno di pizzicarmi per verificare di essere sveglio…”

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