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Spotorno, Riccobene: “Le dimissioni degli assessori segnano il fallimento di Fiorini”

"Una serie infinita di scelte sbagliate"

Spotorno. “Le dimissioni di altri due importanti assessori come Davide Delbono (ex segretario Pd) e Giulia Moretti (la più votata) dopo quelle dell’ex vice sindaco Gianni Spotorno rappresentano per le motivazioni che portano con sé, la prova del fallimento dell’amministrazione Fiorini”. Lo afferma Franco Riccobene, capogruppo di “Adesso Spotorno” a proposito del terremoto politico che ha interessato l’amministrazione comunale di Spotorno.

“In questi tre anni le minoranze insieme o separate hanno sottolineato più volte il metodo assolutamente verticistico, in contrasto con la totale impreparazione, con il quale il sindaco Fiorini ha tentato di amministrare il paese. Mai vi è stato un tentativo di dialogo sulle prospettive, mai un coinvolgimento sulle scelte importanti. Era evidente a molti che il sindaco seminando vento avrebbe raccolto tempesta”.

“Una serie infinita di scelte sbagliate, a cominciare dal progetto della località Maremma, respinto dalla Regione Liguria, all’utilizzo delle risorse per la costruzione della nuova scuola primaria per altro, all’accordo assai discutibile sul nuovo municipio, che hanno portato progressivamente questa amministrazione sull’orlo del baratro e del terzo e consecutivo commissariamento. Va ricordato, anche, che da quando si è insediata questa amministrazione non vi è stato un solo atto per costruire il nuovo Piano Urbanistico Comunale, lasciando il paese senza prospettive di sviluppo economico, infrastrutturale, ambientale e territoriale”.

“L’incredibile e repentina dichiarazione di Fiorini di sostegno al vice sindaco, senza spendere una sola parola per le tante famiglie coinvolte nella drammatica e cupa vicenda di questi giorni, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, rappresentando perfettamente la totale mancanza di sensibilità e di comprensione di un evento che sta danneggiando Spotorno moralmente ed economicamente. Ci sono voluti cinque giorni per strappargli una dichiarazione che citasse i cittadini, peraltro stemperata e condita da una nuova dichiarazione autocelebrativa”.

E sulle prospettive future: “Se il sindaco deciderà di continuare lo farà in una condizione di estrema precarietà, lasciando il paese in una situazione carica di incognite. Infatti se rispondono al vero le indiscrezioni di stampa la maggioranza continua a perdere pezzi. Dei quattro non eletti che potevano sostituire i tre assessori dimessisi, solo una avrebbe accettato di subentrare. A questo punto la lista Fiorini perderebbe ben sei dei dodici candidati di tre anni fa. I tre assessori dimessisi e i tre non eletti che non entrerebbero. Un dimezzamento che pesa in termini di preferenze: sarebbero 250 voti in meno per una lista che aveva vinto con una percentuale già ridotta al 33,5 per cento”.

“La dimostrazione che oggi la maggioranza può contare su una rappresentanza popolare molto ridotta che dovrebbe consigliare il sindaco di non forzare la mano e di rendersi conto che la situazione è irreversibile e che non reggerebbe, in un momento così difficile, al bisogno di un’amministrazione forte e autorevole”, conclude Riccobene.

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