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Spotorno, Pd a difesa di Fiorini: “Riccobene getta benzina sul fuoco, atteggiamento di Delbono inadeguato”

Le parole del segretario del circolo Pd Minetti: "Giusto che il sindaco prosegua, dagli altri solo volontà di vendetta senza pensare ai cittadini"

Spotorno. “Ognuno faccia il suo mestiere, buttare benzina sul fuoco per provocare una crisi politica e amministrativa è lavoro per i gruppi di minoranza e per gli ex assessori dimissionari. Mi perdoni Riccobene ma non capisco il senso di chiedere contemporaneamente iniziative a favore dei cittadini truffati e dimissioni al sindaco, è un po’ come bucare le ruote di un’ambulanza e pretendere che vada lo stesso a soccorrere chi è in difficoltà”.

La stoccata arriva dal segretario del circolo Pd di Spotorno Andrea Minetti, che risponde alle parole dell’esponente di minoranza Francesco Riccobene sul caso dell’ex vice sindaco e sulla situazione politico-amministrativa, che vede il primo cittadino spotornese impegnato in un non semplice rimpasto nella giunta comunale con l’obiettivo di proseguire il mandato ed evitare il commissariamento.

Dopo i giorni di tempesta esce allo scoperto il partito Democratico, che non le manda a dire: “A Riccobene vorrei inoltre ricordare che la crisi dell’amministrazione Calvi nel 2015 ha visto una riduzione della maggioranza da 9 membri a 3 membri (tra cui lui) e la nomina di 2 assessori esterni, una situazione estrema che sicuramente dal suo punto di vista (legittimo) sarebbe potuta proseguire fino a giugno 2016, ma che certamente era molto più grave di quella attuale”.

“Non si vede quindi perché questa amministrazione debba terminare il proprio lavoro, lavoro che certamente sta facendo anche per tutelare per quanto possibile i cittadini truffati. Non c’è nulla di grottesco, l’assemblea locale del Pd si riunirà domani come già programmato giorni fa, per discutere delle varie questioni politiche e di cronaca”.

E poi l’affondo all’ex assessore Delbono dimissionario: “Delbono non è più segretario del circolo Pd locale dall’ottobre 2017 e non è neanche più iscritto al Pd, che ha abbandonato mesi fa scrivendo una lettera altrettanto infuocata nei confronti del partito, della segreteria provinciale, oltre che un post natalizio in cui si dichiarava elettore di altra formazione politica (legittimo) e si riservava di mandare a vaffa tutti quelli che non la pensavano come lui su Facebook su quel tema (inadeguato per un assessore ai servizi sociali)”.

“Di conseguenza che il casus belli sia un post su Facebook del sindaco non convince nessuno”.

“Chi dissente da una linea politica con convinzione dovrebbe più onestamente schierarsi in minoranza e contrastare quella linea politica nel merito. Invece qui siamo di fronte a un mal di pancia cronico che non trova sfogo né verso il circolo, né verso il Pd, né verso il Comune, né verso altri complotti e sta assumendo le dimensioni di una “vendetta tremenda vendetta” che ci lascia veramente senza parole” conclude il segretario Minetti.

Commenti

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  1. Scritto da Forrest Gump

    Trovo le affermazioni del sig. Minetti quantomeno opinabili.
    Paragonare la vicenda Azimut con le vicende personali di un assessore è come paragonare l’acqua al vino.
    La logica è evidente: attaccare il ragionatore e non il ragionamento. Atteggiamento purtroppo comune in molti militanti del partito, poco abituati al confronto sui fatti.
    Il commento postato su FB dal Sindaco è – da un punto di vista della comunicazione e secondo il mio parere – non efficace e inappropriato. Credo che gli Spotornesi truffati meritino almeno rispetto per il torto subito. Il post riparatorio dopo 5 giorni testimonia poca lucidità e molta incertezza.
    Non credo che il Sindaco debba dimettersi per la vicenda Azimut.
    Tuttavia, la gestione della crisi è scadente e le accuse di “accentramento” fatte al Sindaco dai suoi ex assessori andrebbero quantomeno smentite. Cosa che ad oggi non risulta dalle informazioni pubbliche.