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Scivolate e inghiottite nel Letimbro: si attende l’autopsia, proseguono le indagini sulla morte delle due donne fotogallery video

Sul decesso delle due amiche ecuadoriane ancora in corso accertamenti

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Savona. Una tragica fatalità, una disgrazia: è quanto emerge dall’indagine sulla morte delle due donne inghiottite dalla piena del Letimbro martedì sera, i cui corpi sono stati ritrovati nel pomeriggio di ieri. Maria Clemence Tenorio e Ana Luisa Perez Munoz sono decedute per annegamento, anche se sarà l’autopsia a chiarire le cause esatte del decesso. Per la giornata di domani dovrebbe essere conferito l’incarico al medico legale.

Savona, le ricerche delle due donne disperse nel Letimbro

Tuttavia solo un atto formale, sembra, in quanto dagli elementi ad ora in possesso da parte degli investigatori, con un fascicolo della Procura aperto, pare accertato che si sia trattato di un tragico incidente, con le due amiche cadute nel torrente mentre stavano attraversando la passerella: la pioggia, il freddo, il buio, potrebbero essere stati fatali.

Il guado, infatti, invaso dall’acqua potrebbe aver provocato la scivolata nel fiume delle due donne ecuadoriane, nella zona di via Cimavalle a Savona.

La passerella per raggiungere la loro abitazione, all’altezza di Castel Sant’Agata, era stata invasa da circa 30 centimetri d’acqua, e proprio sul passaggio, ricavato da tubi, cemento e asfalto, si sta concentrando l’azione degli inquirenti per capire possibili responsabilità nella morte delle due donne.

L’unico testimone della tragedia è il compagno di Ana, Gino Lucia, che è stato ascoltato a lungo dalla polizia. L’uomo avrebbe spiegato di essere arrivato all’altezza del guado in auto, insieme alla compagna, Ana Luisa Perez Munoz, di 38, e all’amica di lei, una sua connazionale di una cinquantina d’anni, per rincasare. Visto che il fiume era ingrossato a causa delle piogge intense, avrebbe deciso di non attraversarlo in auto, ma di parcheggiarla lungo la strada per poi raggiungere l’abitazione (al di là del Letimbro) a piedi. A quel punto, mentre lui parcheggiava, le due donne avrebbero iniziato ad attraversare il guado e sarebbero scivolate nel torrente. Quando Lucia è arrivato davanti alla porta di casa ha trovato tutto chiuso e le luci spente. Allora è tornato indietro giusto in tempo per vedere – così avrebbe riferito agli inquirenti – un braccio che spuntava dall’acqua e poi veniva inghiottito dal fiume. Di lì l’immediata chiamata al 112 che ha attivato le ricerche.

Per la giornata di domani potrebbero essere disposte nuove analisi peritali sullo stato del guado e della strada per accedere alla casa, per accertare se era a norma e in sicurezza. Il sostituto procuratore Claudio Martini, che ha già effettuato un sopralluogo nella zona dove le due donne sono cadute nel fiume, attende inoltre la relazione conclusiva sull’accaduto da parte dei vigili del fuoco.

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