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Savona, mensa scolastica sotto accusa: “Microporzioni, costretti a pranzo sostitutivo”. Camst: “Esperimento del Comune”

Il Comitato Genitori punta il dito sul pranzo di ieri: maestre costrette a chiedere alimenti sostitutivi. L'azienda ammette: "Pizza meno buona del solito"

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Savona. “Quello che vedete nella foto qui sopra non è la merenda che qualche genitore un po’ frettoloso ha dato al proprio figlio da consumare a scuola il 2 aprile 2019: è il pranzo sostitutivo che è stato somministrato ai bambini che frequentano la mensa delle scuole dell’infanzia e primarie del comune di Savona”. La denuncia arriva dal Comitato Genitori Savona, che mette sotto accusa il servizio mensa di ieri.

Il menù in realtà prevedeva pizza ed insalata: “Ma erano microporzioni immangiabili – riferiscono i genitori – a giudizio sia dei bambini che delle maestre (salsa di pomodoro acida e verdura salatissima). Sono infatti state proprio le docenti ad attivarsi per fare arrivare qualcosa affinché i piccoli alunni potessero mettere del cibo sotto i denti”.

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“Inutile dire quale sia stata la reazione dei genitori nello scoprire i fatti dalla bocca dei loro figli all’uscita da scuola – proseguono dal Comitato – Genitori infuriati nell’apprendere quale fosse la pessima qualità e l’impresentabile quantità del cibo che era stato servito da menù”. Genitori delusi anche dal “pasto sostitutivo” inviato in seguito: “In alcune scuole – spiegano – è arrivato talmente tardi da essere stato dato ai bimbi come merenda da portarsi a casa”.

“Alcune mamme si sono prontamente mosse per verificare che fossero state fatte, come da regolamento, le dovute ed obbligatorie segnalazioni scritte di disservizio, ma al momento sembra che la procedura si sia inceppata – concludono i genitori – Ci auguriamo che tutti gli atti dovuti siano effettuati entro le 48 ore previste”.

A destare stupore è il fatto che proprio la scorsa settimana, nella nostra rubrica “Penne al Pesto”, avevamo parlato con la dietista Chiara Ricciardi del fatto che normalmente la pizza è accoppiata nei menu di Camst (la società che fornisce i pasti) con un secondo piatto, la minestra di verdure. Questa volta invece, inspiegabilmente, solo insalata: “In realtà si è trattato di un esperimento suggeritoci dal Comune – spiegano dall’azienda – dato che la pizza contiene sia carboidrati che proteine (grazie al formaggio), ci hanno chiesto di servirla in un piatto unico con un po’ di insalata“.

Un esperimento che, evidentemente, non ha dato i frutti sperati: alcune mail di protesta sono arrivate anche negli uffici comunali per lamentare la scarsa quantità di cibo. “Già prima avevamo qualche riserva – ammettono da Camst – perché temevamo non fosse un pasto sufficiente: e infatti appena ci sono arrivate le prime segnalazioni del fatto che era poca abbiamo subito provveduto a inviare dalle scorte la frutta e i biscotti. Alcune classi erano già risalite nelle aule, e in quel caso abbiamo fatto pervenire lì le confezioni. Quindi abbiamo segnalato al Comune che il pasto non era adeguato: visto l’insuccesso dell’esperimento chiederemo di tornare alla vecchia soluzione“.

Oltre alla quantità di cibo, sotto accusa c’è anche lo scarso gradimento da parte dei bambini: “Ma su questo abbiamo informazioni contrastanti – replicano dall’azienda – da alcune scuole ci sono giunte lamentele, mentre in altre è stato fatto addirittura il bis. E anche le mail arrivate in Comune su questo punto si dividono. Sicuramente non abbiamo variato la qualità degli ingredienti della pizza, che era la stessa di sempre. Comunque non c’è dubbio che la pizza fosse meno buona del solito: evidentemente la mano del cuoco è stata meno ‘fortunata’, può capitare”.

Commenti

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  1. Scritto da postmeridian68

    mi sa che la dietista ha bisogno di qualche ripetizione …