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Savona, la sala espositiva di Palazzo Nervi intitolata ai Caduti di Nassiriya fotogallery

Questa mattina la cerimonia di intitolazione

Savona. Come da programma, questa mattina, alle 10.30, alla presenza del presidente della Provincia di Savona, Pierangelo Olivieri, la sala espositiva di Palazzo Nervi è stata intitolata ai Caduti di Nassiriya.

Sala palazzo nervi caduti nassirija

Alla cerimonia hanno partecipato i rappresentanti delle istituzioni civili, militari e religiose del territorio unitamente alle famiglie del maresciallo capo Daniele Ghione, del sottotenente Enzo Fregosi e del sottotenente Giovanni Cavallaro. Tra coloro che hanno preso parte alla commemorazione il maresciallo Giorgio Cucca, il brigadiere Rocco Bozzo, l’appuntato scelto Marco Pinna e il maresciallo Gaetano Vultaggio, reduci di Nassiriya.

La cerimonia è stata introdotta dal giornalista del Il Giornale, Diego Pistacchi che ha fatto da moderatore coordinando gli interventi del presidente Pierangelo Olivieri, del prefetto di Savona, Antonio Cananà, del presidente della Prima Commissione Regione Liguria Angelo Vaccarezza, del generale di brigata Pietro Oresta, comandante della Legione Carabinieri Liguria e di Lucrezia Cavallaro, figlia del sottotenente Cavallaro. A seguire lo scoprimento della targa da parte della madre di Daniele Ghione e della vedova di Giovanni Cavallaro. La benedizione è stata celebrata da Mons. Calogero Marino, vescovo della Diocesi di Savona-Noli.

“La Provincia di Savona intitolando la Sala espositiva di Palazzo Nervi ha reso, oggi, un doveroso omaggio ai valorosi Uomini di Nassiriya, un atto dovuto nei confronti di coloro che hanno sacrificato la loro vita in una missione internazionale per la pace, ha dichiarato il Presidente Olivieri.

Il 12 novembre 2003 un’autocisterna, forzando l’ingresso della base Maestrale di Nassiriya in Iraq, una delle due sedi dell’Operazione Antica Babilonia presidiata dai carabinieri italiani, esplose all’interno facendo crollare gran parte dell’edificio principale e danneggiando la sede del comando italiano. Ventotto vite vennero spezzate quelle di diciannove italiani e di nove iracheni: dodici carabinieri, cinque militari dell’esercito e due civili, un cooperatore internazionale e un regista.

Oggi noi ribadiamo la volontà di non dimenticare, lo dobbiamo a quegli Uomini, lo dobbiamo a coloro che sono ritornati, sopravvissuti ad una strage che ha segnato per sempre le loro vite. Questa è la sala dedicata alle iniziative della città, del territorio, con l’intitolazione ai Caduti di Nassiriya noi consegnamo idealmente il ricordo ai nostri cittadini, un ricordo che va celebrato, preservato e trasmesso alle nuove generazioni.”

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