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Sanità, approvato il modello di residenza aperta per servizi di cura e assistenza a domicilio in Liguria

Per persone disabili o non autosufficienti

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Regione. Via libera della giunta regionale alle linee guida per l’attuazione in Liguria del modello delle “residenze aperte” per l’erogazione di servizi di cura e assistenziali a domicilio e ambulatoriali a persone disabili o non autosufficienti, con l’avvio della prima sperimentazione nelle valli Antola e Tigullio.

“Il modello di “residenza aperta” è prevista nel piano sociosanitario “per favorire la permanenza degli anziani nelle proprie case – spiega la vicepresidente e assessore alla sanità – grazie a interventi mirati di sostegno a domicilio. Al centro c’è la persona e i suoi bisogni di salute: la residenza aperta va nella direzione di una sanità sempre più a chilometro zero. In questo modo si garantisce sia una migliore qualità della vita a chi usufruisce del servizio e, dall’altro, si riducono gli accessi al pronto soccorso e i ricoveri impropri”.

Le linee guida approvate dalla giunta prevedono che le strutture residenziali per anziani accreditate (Rsa e residenze protette) possano sviluppare un’integrazione tra servizi residenziali, servizi domiciliari e altri servizi innovativi per consentire alle persone di rimanere nella propria casa, garantire interventi e prestazioni sanitarie e sociosanitarie, specialistiche, infermieristiche, riabilitative, assistenziali, tutelari, nonché di educazione sanitaria e terapeutica.

Oltre all’ospitalità residenziale, i servizi e le prestazioni che la residenza aperta può offrire con il proprio personale sono: cure domiciliari, accoglienza diurna, accoglienza residenziale in continuità con il medico di medicina generale e la rete sanitaria dei servizi per la gestione degli aggravamenti dei pazienti con diverse patologie anche croniche, accoglienza residenziale per la stabilizzazione del paziente con disturbo cognitivo. Altre prestazioni offerta dalla residenza aperta possono essere: consulenze geriatriche, attività motorie riattivanti, informazione, formazione, addestramento ai caregiver, segretariato sociale, pulizia dell’alloggio e consegna dei pasti a domicilio.

La delibera prevede che nell’ambito della sperimentazione vengano adottate le tariffe per le prestazioni e i servizi resi per conto del sistema sanitario regionale. Ad Alisa vengono affidate funzioni di indirizzo, coordinamento e verifica delle Asl oltre che di vigilanza delle attività e prestazioni rese dagli enti gestori delle strutture pubbliche e private accreditate.

La sperimentazione nelle valli Antola e Tigullio, di durata triennale, è finanziata con risorse del Mef per 462mila euro nell’ambito della “Strategia Nazionale Aree Interne”.

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