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Regione, Rossetti (Pd): “Stop a circoncisioni casalinghe, sia garantita gratis o a ticket ridotto negli ospedali”

Il consigliere: "Le istituzioni non devono stare a guardare, basta tragedie come quella del bimbo morto a Genova"

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Liguria. “Garantire gratuitamente la circoncisione sia terapeutica sia per motivi religiosi o culturali nelle strutture sanitarie pubbliche, come avviene da tempo in Toscana. O, in alternativa, attivare un ticket accessibile a tutti, onde evitare che chi non può pagare continui a mettere a rischio la salute e la vita dei bambini”. A chiederlo, attraverso una mozione appena depositata, è il consigliere regionale del Pd ligure Pippo Rossetti, che su questo argomento, se necessario, presenterà una specifica proposta di legge.

“La tragica morte di un bambino di 28 giorni per un intervento di circoncisione fatto in casa è inaccettabile – spiega l’esponente del Partito Democratico – La programmazione sanitaria nazionale non prevede all’interno dei Lea (Livelli essenziali di assistenza) la gratuità della circoncisione non terapeutica, ma garantisce solo quella prescritta dai medici per risolvere disturbi anatomici. Quest’operazione, in Liguria, viene effettuata attualmente negli ospedali Gaslini (Genova), San Paolo (Savona) e Sant’Andrea (La Spezia)”. Ma poiché la circoncisione, continua Rossetti, “viene praticata anche per motivi religiosi e culturali, soprattutto fra persone di religione ebraica e islamica, bisogna evitare che avvenga nell’illegalità, motivo che, probabilmente, spiega anche i frequenti ritardi nella richiesta d’aiuto ai presidi ospedalieri”.

Ed è per questo che il consigliere regionale del Pd chiede che la Regione normi e preveda l’intervento del sistema pubblico. “D’altra parte – continua Rossetti – la Regione Toscana, sin dal 2002, ha inserito gli interventi di circoncisione nei livelli essenziali di assistenza, che, su richiesta, vengono praticati gratuitamente nelle strutture ospedaliere. Parliamo di un numero di interventi molto basso, visto che, sempre in Toscana, dal 2010 al 2018, sono stati circoncisi circa 500 tra bambini e ragazzi, la maggior parte dei quali italiani. Insomma per la Liguria si tratterebbe di pochissime casi all’anno, con scarsa incidenza sui conti della sanità”.

Se poi la Giunta, precisa il consigliere del Pd “ritiene che ‘pochi soldi’ siano comunque troppi, allora si potrebbe pensare all’introduzione di una ticket a una cifra sostenibile anche per i più poveri, visto che, secondo la Società Italiana di Pediatria, in alcune regioni chi richiede l’intervento di circoncisione per motivi non medici paga un ticket che va da 250 a 1500 euro, quindi spesso superiore alle possibilità di molte famiglie. Il libero mercato, invece, parlando naturalmente di circuiti illegali, offre cifre significativamente inferiori, intorno agli 80 euro a intervento, senza alcuna garanzia di professionalità”.

“Naturalmente – aggiunge Rossetti – sono importanti anche le campagne di sensibilizzazione, ma bisogna che indirizzino i genitori a servizi sanitari autorizzati, realmente accessibili a tutti, anche economicamente. Ritengo sia importante che la Liguria, così come la Toscana, decida di garantire gratuitamente questa prestazione all’interno dei suo servizio sanitario pubblico o almeno preveda un ticket a prezzo contenuto. Oltre a essere un fatto di civiltà, solo in questo modo si potrà evitare il ripetersi di tragedie come quella avvenuta ieri a Genova”.

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