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Piaggio, i sindacati al Mise: “Strumenti per proseguire l’attività industriale e pagare gli stipendi o sarà mobilitazione”

"Prospettive con più luci che ombre, se son rose fioriranno"

Villanova d’Albenga. “Prospettive con più luci che ombre, se son rose fioriranno. Ma siamo pronti a mobilitare nuovamente i lavoratori”. E’ questo il commento del segretario generale della Uilm di Genova, Antonio Apa, rispetto all’incontro su Piaggio Aerospace tenutosi questa mattina al Mise.

Incontro Mise Piaggio

Al vertice erano presenti il sottosegretario alla difesa Angelo Tofalo, il vice capo di gabinetto Giorgio Sorial ed il sottosegretario allo sviluppo economico Davide Crippa oltre al commissario straordinario Vincenzo Nicastro. In una nota, Piaggio afferma di accogliere “positivamente le misure concrete a supporto dell’azienda, in ambito sia civile sia per la difesa, annunciate oggi dal governo a Roma”. “Le misure annunciate oggi – ha dichiarato Vincenzo Nicastro – rappresentano un primo passo concreto per il rilancio dell’azienda e le consentiranno di presentarsi sul mercato in modo attrattivo per i potenziali acquirenti. In particolare, l’obiettivo del governo di rendere Piaggio Aerospace il polo unico nazionale di manutenzione per la difesa risulta essere di particolare rilevanza”.

“L’impegno espresso oggi da Governo – ha proseguito Nicastro – rappresenta un segnale di grande importanza per il mercato che potrà guardare all’azienda con rinnovata fiducia. L’auspicio è che l’iter per la formalizzazione delle commesse possa concludersi nel più breve tempo possibile con positive ricadute in termini occupazionali “.

Questa mattina i rappresentanti del governo hanno ribadito di ritenere Piaggio “un asset strategico per il paese” e hanno illustrato ai sindacati “un piano di medio lungo periodo che prevede da un lato il finanziamento di contratti per i motori nelle prossime settimane, dall’altro l’investimento per l’ammodernamento di diciannove p180 e l’acquisto di altri dieci per il ministero della difesa, più la relativa manutenzione. Inoltre, ci è stata data rassicurazione sulla certificazione del P1HH più l’acquisto di due sistemi nei prossimi mesi e di altri due in seguito all’interno dello sviluppo del progetto male”.

La Uilm ha rivendicato “l’esigibilità immediata di un percorso finanziario che dia la strumentazione adeguata al commissario per poter aprire linee di credito e mandare avanti l’attività industriale e pagare gli stipendi, nell’ottica anche di diminuire l’impatto della cassa integrazione straordinaria (abbiamo chiesto l’anticipo ma ad oggi non è possibile, già dal 2 maggio però attiveremo dei percorsi anche con la regione per trovare soluzioni) e di dare al commissario la possibilità di redigere un piano industriale per poter mettere la Piaggio sul mercato”.

“Nonostante questi solleciti, mentre da un lato registriamo positivamente l’impatto sulla parte motoristica, sulla parte velivolistica i tempi si allungano, c’è un iter parlamentare ancora da completare e quindi mancano quegli elementi di esigibilità immediata che avrebbero scongiurato l’uso prolungato della cassa integrazione. Il governo ha garantito celerità del percorso e il mistero della difesa ha dichiarato che accelererà le tempistiche però il nodo rimane ancora da sciogliere. Ad oggi registriamo più luci che ombre, ma è chiaro che se in tempi rapidi non arriveranno le certezze richieste saremo costretti a mobilitare di nuovo i lavoratori”.

Sulla stessa linea il segretario della Fim Cisl Liguria Alessandro Vella: “La vertenza dei lavoratori della Piaggio è iniziata dopo lo sciopero e manifestazione di protesta di Genova che tiene in apprensione i 1.100 lavoratori, dei quali 504 saranno collocati in Cigs dal 2 maggio e con la però senza certezza sul proprio futuro. È stato comunicato che verranno finanziate entro giugno le commesse per manutenzione dei Viper (motori dell’Aeronautica) per un valore nel triennio di circa 58 milioni e queste sono le luci che registriamo positivamente. Ancora molte ombre, invece, per quanto riguarda le commesse sui velivoli. Il governo ha assunto l’impegno per il retrofit di 19 velivoli P180 e l’acquisizione di 10 P180 Evo e la conferma della certificazione del P1HH e l’acquisto di due sistemi. Tutto ciò sarebbe positivo ma non si ha la certezza ne dei contratti ne dei tempi. Come ribadito a più riprese si è perso già troppo tempo su decisioni che si sono rimpallate con effetti negativi per i lavoratori”.

“Contestualmente è stato sottoscritto l’accordo di Cigs che permetterà alle organizzazioni sindacali di chiedere alla Regione tramite (Filse) l’anticipazione della Cigs che ricordiamo in assenza di ordini certi coinvolgerà il 50 per cento dei lavoratori dell’azienda, di cui 156 a zero ore. L’unica certezza di questo capolavoro di questi 5 mesi è che insieme ai lavoratori della LaerH anche quelli della Piaggio da maggio andranno in cassa integrazione. Se quello che più ci preoccupa è ovviamente il futuro industriale di quest’azienda, anche la cassa integrazione è un passaggio delicato”.

Dichiara il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro: “Durante l’incontro il Governo ha dichiarato di avere diversi progetti sull’azienda, ma ha ignorato completamente il fattore tempo. Piaggio, in amministrazione controllata, sta vivendo una situazione pesantissima con la cassa integrazione che partirà dal prossimo mese di maggio. Quanto prospettato oggi al Mise riguarda l’ammodernamento e nuove acquisizioni del modello P180; nei fatti però il governo non agirà subito in quanto, per arrivare a questi obiettivi, devono ancora essere concretizzati una serie di passaggi formali a partire nuovamente da una commissione parlamentare”.

“Inoltre, anche rispetto alla disponibilità di 48 milioni di euro entro fine giugno, la Fiom Cgil è fortemente critica perché nei fatti queste risorse sono relative a vecchi contratti e non serviranno a far rientrare nessuno dalla cassa in quanto relative ad attività già stabilite. E proprio dal prossimo 2 maggio entreranno in cassa oltre 500 lavoratori e questo per diretta responsabilità del Governo; è dal dicembre scorso, ossia da quanto è partita l’amministrazione controllata, che il sindacato chiede chiarezza e soprattutto un piano industriale serio e responsabile. Quello che preoccupa maggiormente quindi è il fattore tempo: dalla riunione di oggi non è emersa alcuna data né alcun lasso temporale entro il quale rendere concrete le dichiarazioni di intenti presentate questa mattina. Il rischio è che, con i tempi del governo, il programma rischia di durare molto più tempo di quanto non ne abbia a disposizione l’azienda e con essa i suoi dipendenti diretti ed indiretti.

Sul resto per il segretario della Fiom si tratta di una “minestra riscaldata”, vale a dire “senza certezze sulle commesse né tantomeno sui tempi”. Sui droni dovrebbero arrivare (ma anche in questi casi non ci sono date) i soldi per le certificazioni e in prospettiva l’acquisto di due droni. “Siamo insoddisfatti perché è un progetto che potrebbe essere interessante – commenta Manganaro – ma siccome non ha tempi e concretezza l’azienda rischia di arrivarci morta”.

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