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Piaggio Aerospace, vertice all’Unione Industriali: dal 2 maggio 504 lavoratori in cassa integrazione fotogallery video

Vella (Cisl): "I cinque mesi di attendismo e di sottovalutazione da parte del governo hanno causato un primo capolavoro"

Villanova d’Albenga. Sono iniziati con la notizia della cassa integrazione per 504 lavoratori i dieci giorni decisivi per le sorti della Piaggio Aerospace.

Questo pomeriggio presso la sede di Unione Industriali a Savona si è tenuto l’incontro propedeutico a quello del 17 aprile al ministero del lavoro: una riunione, alla presenza di Rsu e organizzazioni sindacali, che aveva lo scopo primario di definire le basi dell’accordo per la cassa integrazione straordinaria che dovrà essere ratificato tra due giorni dopo in sede ministeriale.

I numeri sono pesanti: dal 2 maggio 474 lavoratori saranno in cassa integrazione. Si aggiungono ai 30 loro colleghi (dei quali 15 a Villanova d’Albenga e altrettanti a Genova) che già sono in cassa integrazione a zero ore. Di questi 474 dipendenti, ben 452 operano sullo stabilimento ingauno, i restanti 22 a Sestri Ponente. Per 126 di loro sarà cassa interazione a zero ore, quindi senza possibilità di avere una quota anche ridotta del loro normale stipendio, mentre gli altri saranno in cassa integrazione a rotazione.

I settori produttivi interessati dalla cassa integrazione straordinaria saranno quello dei velivoli, della direzione tecnica e dello staff, mentre quelli non coinvolti: motori (Villanova d’Albenga) e Customer Service (Genova).

Alessandro Vella, segretario di Fim-Cisl, commenta: “Purtroppo è ciò che ci aspettavamo. I cinque mesi di attendismo e di sottovalutazione da parte del governo hanno causato un primo capolavoro, cosa che ci aspettavamo e per la quale avevamo già messo in guarda le istituzioni. Per ora non abbiamo firmato l’accordo di cassa integrazione. Lo faremo dopo l’incontro ministeriale del 24 aprile, una volta che avremo un quadro più chiaro rispetto al piano industriale e, speriamo, certezza di finanziamenti e maggiori dettagli circa alcuni aspetti tecnici. E, aspetto non secondario, conferme circa l’anticipo di cassa, che ad oggi non è previsto. Fatto gravissimo, specie per chi è a zero ore. Anche per questo stiamo studiando forme di sostegno ai lavoratori”.

Per Vella è tutto in mano al governo, che però sulla questione attraversa una fase di “confusione politica. Il governo deve dare conferme sulla commessa dei P180. Questo è il solo modo per far ripartire il lavoro. Per quanto riguarda il P1HH, invece, lo scorso 27 febbraio ci erano stati promessi 250 milioni e la certificazione dei sistemi. A distanza di due mesi sarebbe paradossale non certificare il drone per 70 milioni di euro”.

Secondo Vella l’ago della bilancia è il P180: “Per far ripartire il rumore del lavoro bisogna avere subito una commessa di P180 con numeri importanti. La cassa andrà avanti per tre mesi, se entro agosto non verranno prese decisioni lo scenario potrebbe cambiare. Anche per questo motivo il 24 ci aspettiamo una decisione che porti risultati nell’interesse di Piaggio e delle aziende dell’indotto come Laeerh, che da dicembre ha 54 lavoratori in cassa integrazione”.

Antonio Apa, segretario generale della Uilm di Genova: “L’azienda ha ribadito la necessità assoluta, visto lo scenario attuale, di dover attivare la cassa integrazione in tempi brevi senza possibilità di anticipo del trattamento, necessità sulla quale noi conveniamo. La Uilm condivide la preoccupazione e la necessità di avere la cassa integrazione come strumento di accompagnamento al percorso, ma altresì ribadisce come il governo abbia la responsabilità di trovare delle soluzioni alla Piaggio attraverso degli ordini di velivoli che possano dare ossigeno finanziario e carichi di lavoro”.

“Per questo, pur ritenendo utile cominciare la discussione, abbiamo avanzato una proposta unitaria che va nella direzione di aspettare l’incontro del 24 aprile per capire gli scenari industriali che potrebbero anche far variare il quadro presentato oggi dall’azienda. Inoltre ritengo necessario trovare una soluzione al problema dell’anticipo del trattamento perché non possono essere i lavoratori a pagare il ritardo di chi dovrebbe aver già messo in campo le promesse fatte due mesi fa”.

Le organizzazioni sindacali di Fim e Fiom condividono “la preoccupazione e la necessità di avere la cassa integrazione straordinaria come strumento di accompagnamento al percorso” ma hanno ribadito come “il Governo abbia la responsabilità di trovare delle soluzioni alla Piaggio attraverso degli ordini di velivoli che possano dare ossigeno finanziario e carichi di lavoro. Per questo, pur ritenendo utile cominciare la discussione, ritengono fondamentale aspettare l’incontro del 24 aprile per capire gli scenari industriali che potrebbero anche far variare il quadro presentato oggi dall’azienda”. Inoltre ritengono necessario “trovare una soluzione al problema dell’anticipo del trattamento perché non possono essere i lavoratori a pagare il ritardo di chi dovrebbe aver già messo in campo le promesse fatte due mesi fa”.

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