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Nidi di gabbiani su tetti e terrazzi, i consigli di Enpa per conviverci

Da alcune settimane fioccano le segnalazioni di chi deve affrontare il problema

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Savona. “Da qualche settimana i volontari della Protezione Animali savonese, che gestiscono un cellulare, aperto dalle 9 alle 19 di ogni giorno, dedicato al soccorso della fauna selvatica ferita, malata ed in difficoltà, sono tempestati dalle telefonate, spesso intimidatorie o offensive di persone che, tornate ad aprire la casa delle vacanze in Riviera chiusa in inverno, si trovano nidi di uccelli sul tetto o sul terrazzo; e ce ne sono altri che neppure telefonano e passano subito a vie di fatto”. Lo fa sapere l’Enpa.

Si tratta soprattutto di gabbiani ma anche tortore, passeri o colombi ed Enpa invita “ad avere ancora una paio di settimane di pazienza, dopodiché genitori e piccoli divenuti in grado di volare se ne andranno e si potrà rimuovere il nido vuoto e pensare a rendere inavvicinabile definitivamente il terrazzo; ad esempio installando tende a maglia grossa (tipo porte di calcio), che impediscono, durante l’assenza dall’appartamento, l’accesso ai volatili; sui tetti piani, di solito condominiali, si possono installare fili aerei colorati o con bandierine, opportunamente distanziati, che svolgono la stessa funzione”.

Azioni preventive che Enpa “propone e che ripete da tempo ma che pochi turisti e amministratori hanno finora preso in considerazione, salvo poi protestare o, peggio, maltrattare o uccidere gli animali. Ancora più assenti i comuni, che a programmare le iniziative incruente più volte suggerite da Enpa per contrastare la diffusione dei gabbiani, neppure ci pensano”.

Per chi si trova il nido già operativo, Enpa sottolinea che “è vietato rimuoverlo e uccidere o gettare dal balcone i piccoli nati e che le proprie guardie zoofile volontarie non esiteranno a denunciare alla Magistratura i responsabili individuati”; suggerisce invece di “disporre attorno al nido un alto paravento di tavole, mobili o cartoni, aperto solo verso la direzione di arrivo dei volatili, in modo da separarlo anche visivamente dalle zone del terrazzo frequentate da persone. Poco dopo i piccoli diventano in grado di volare e si allontaneranno subito dopo con i genitori”.

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