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Cittadinanza onoraria a Mussolini, antifascisti finalesi all’attacco: “Una vergogna per la festa del 25 Aprile”

La mancata revoca della cittadinanza onoraria scatena la polemica in vista della Festa della Liberazione

Finale Ligure. “Non ci sta bene avere il Duce Benito Mussolini ancora nostro concittadino onorario. Non ci sta bene che non avete votato in consiglio comunale la revoca di questa nefandezza. Non ci sta bene che il 25 aprile 2019, giorno in cui ricordiamo i partigiani, le partigiane e le vittime del fascismo, sia nostro concittadino il responsabile delle loro morti”.

E’ l’affondo di un gruppo di giovani antifascisti finalesi, in collaborazione con tesserati dell’Anpi, lanciato in vista della Festa della Liberazione, con riferimento alla mancata revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini, richiesta dalla consigliere comunale Simona Simonetti con un ordine del giorno presentato in Consiglio comunale, poi rinviato in commissione, ma ormai finito nel “dimenticatoio” di questa legislatura amministrativa.

Il sindaco di Finale Ligure Ugo Frascherelli era già intervenuto nella vicenda, parlando di strumentalizzazione politica fuori luogo, motivando il rinvio in commissione per definire anche i criteri coi quali le onorificenze possano essere concesse e revocate.

“Non ci sta bene sfilare fianco a fianco con chi accetta di essere concittadino dell’autore delle leggi razziali, deportazioni, violenze, soppressione delle libertà”.

“Ci vergogniamo di festeggiare il 25 Aprile con delle istituzioni che, in un momento di rigurgiti fascisti, sono incapaci di dare i segnali di cui avremmo bisogno o anche solo di attuare la nostra Costituzione” aggiunge il gruppo finalese, che annuncia bagarre in vista del Consiglio comunale convocato nel giorno della Festa di Liberazione in sala consiliare, con una iniziativa di protesta lanciata da Adele Vizzini che lo scorso 25 Aprile intervenne in Consiglio per la sezione finalese dell’anpi

“I nostri nonni e le nostre nonne hanno sopportato mussolini cittadino onorario sotto il peso della dittatura. Siete voi quelli che non perdoneremo. Perché oggi, più che mai, è necessario prendere posizione. E’ evidente infatti che il vostro comportamento è in linea con le scelte nazionali, così come quello del prefetto di Savona “Città Medaglia d’Oro della Resistenza” che non consente il passaggio dei cittadini dalla via da cui scesero i partigiani e le partigiane perché ora, lì, c’è una sede fascista”.

“L’imbarazzo deve essere solo vostro! I nostri partigiani e le nostre partigiane non ebbero esitazioni nel decidere da che parte stare. Voi non avete neanche deciso! Non ci sta bene che, dopo il teatrino in Consiglio comunale, tutto venga dimenticato. Non ci sta bene che il 25 Aprile siate lì con la fascia tricolore, il sorriso e l’abito della domenica a farvi belli alla testa del corteo. Non ci sta bene che il 25 Aprile, data della Liberazione dal nazifascismo, ci si fermi ad onorare (perché lo si è sempre fatto) chi con la Resistenza non c’entra nulla.

“Per questo il 25 aprile 2019 vi ricorderemo così come ha fatto Simone di Torre Maura: Nun ce sta bene chennò” conclude Adele Vizzini.

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