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Fiaccolata del 24 aprile a Savona, lettera del Comitato Antifascista al prefetto: “Schiaffo alle organizzazioni democratiche”

La deviazione su via San Lorenzo "non ci sorprende, visti i precedenti, e tutto ciò rattrista ed indigna le nostre organizzazioni ed associazioni"

Savona. “Oggi si sta parlando del 25 Aprile ma è ormai evidente che il problema non riguarda questo singolo evento. E, dunque, signor Prefetto, quante volte ancora? Quante?”. Sono queste le domande che il Comitato Antifascista savonese formula nella lettera aperta indirizzata al prefetto di Savona Antonio Cananà, che proprio oggi ha annunciato che la fiaccolata del 24 aprile non passerà in via San Lorenzo, dove ha sede CasaPound, per questioni di ordine e sicurezza.

Una scelta che “non ci sorprende, visti i precedenti, e tutto ciò rattrista ed indigna le nostre organizzazioni ed associazioni. Ci rattrista, signor prefetto, perché se lei avesse almeno una volta partecipato di persona ad una delle tante manifestazioni svolte fino allo scorso anno, percorrendo insieme a centinaia e centinaia di cittadini savonesi quel tragitto, avrebbe certamente potuto viverne in prima persona il senso profondo per la comunità savonese, il valore storico, l’importanza ed il significato di ogni singolo metro di quelle vie. Vie che tradizionalmente si percorrono durante le principali manifestazioni nella nostra città, non solo il 25 aprile”.

“Nello stesso tempo ci indigna: è uno schiaffo alle organizzazioni democratiche che, proprio in virtù di quanto appena detto, avevano semplicemente riproposto lo stesso tragitto percorso da più di settant’anni. Ma è uno schiaffo anche ai molti, moltissimi cittadini di Savona, città medaglia d’oro alla Resistenza, che in tutto questo tempo sono sempre transitati democraticamente e civilmente per quel percorso e che, nonostante le richieste giunte da più parti, oggi si vedranno nuovamente costretti a modificare una tradizione tanto sentita ed importante in virtù di non si capisce bene ‘che cosa’. Perché è evidente, signor Prefetto, che il problema non può essere il tradizionale e storico percorso ma, semmai, aver permesso in una città Medaglia d’oro alla Resistenza, in quel contesto (Villapiana) e per di più direttamente su quel tragitto storico, l’insediamento di un’organizzazione le cui caratteristiche sono (o dovrebbero essere) ben note a tutti, a maggior ragione a chi l’ordine pubblico lo deve, appunto, garantire”.

“Signor Prefetto, non è la prima volta che il percorso viene deviato come se il problema fosse un tragitto di settant’anni e più. Ma questa volta si sta parlando della celebrazione del 25 aprile in una città Medaglia d’oro alla Resistenza. Siamo così certi, signor Prefetto, che deviare quel percorso storico non possa già di per sé costituire motivo di disturbo per una democratica e pacifica manifestazione, in continuità con quanto accaduto nei settanta (e più) anni precedenti?”

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