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I Magazine di IVG.it - La Quinta di Copertina

Due libri per… scoprire il Portogallo

"La quinta di copertina" è la rubrica per gli appassionati di lettura, ogni venerdì due libri consigliati da "La Compagnia dei Lettori"

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Titolo: Sostiene Pereira

Autore: Antonio Tabucchi. Scrittore italiano, autore di romanzi, racconti, saggi, testi teatrali. Considerato una delle voci più rappresentative della letteratura europea, i suoi testi sono tradotti in quaranta lingue. Durante gli anni dell’università viaggia per tutta Europa sulle tracce degli autori conosciuti attraverso la biblioteca dello zio materno. In uno di questi viaggi, a Parigi, trova su una bancarella, firmato con il nome di Álvaro de Campos, uno degli eteronimi del poeta portoghese Fernando Pessoa, il poema “Tabacaria”, nella traduzione francese di Pierre Hourcade. Da allora Pessoa sarà per più vent’anni l’interesse principale della sua vita.

Editore: Feltrinelli

Anno: 1995

Pagine: 224 pagine

Prezzo:  euro9,00

Citazione: “Stai bene a sentire, Pereira, disse Silva, tu credi ancora nell’opinione pubblica?, ebbene, l’opinione pubblica è un trucco che hanno inventato gli anglosassoni, gli inglesi e gli americani, sono loro che ci stanno smerdando, scusa la parola, con questa idea dell’opinione pubblica, noi non abbiamo mai avuto il loro sistema politico, non abbiamo le loro tradizioni, non sappiamo cosa sono le trade unions, noi siamo gente del Sud, Pereira, e ubbidiamo a chi grida di più, a chi comanda.

Trama: La storia inizia una mattina d’estate del 1938, a Lisbona, nel pieno del regime di Salazar. Pereira è un uomo anziano e abitudinario, direttore della pagina culturale di un modesto giornale locale del pomeriggio. Occuparsi solo di letteratura lo tiene lontano dalla vita vera, da quello che sta accedendo in Portogallo. La scelta di non interessarsi alla politica lo fa apparire, almeno inizialmente, come una figura mediocre e inetta. Ma Pereira non rientra nella categoria degli antieroi del Novecento, perché non è un personaggio ambiguo, incapace di prendere una posizione: è semplicemente addormentato.

Opinione: Ricorrono quest’anno i 25 anni della pubblicazione. Pereira è un uomo intelligente, religioso e lavoratore nato. All’inizio della storia il personaggio principale ci viene descritto come una persona seria, timida, riflessiva e abitudinaria. Nel corso del assistiamo al cambiamento di Pereira: riacquista la voglia di vivere e comprende che qualora avvengano ingiustizie bisogna agire. Comprende che deve vivere nel presente affinché il suo nuovo io egemone possa prendere il controllo.

Il romanzo è una sorta di risveglio che lo porta da uno stato d’intorpidimento a uno stato di attività. Pereira non è un eroe, ma un uomo che prende progressivamente coscienza della necessità di una resistenza intellettuale alle ingiustizie: “È l’eroismo dell’uomo della strada. Pereira è grasso, timido, sfortunato, e forse anche un po’ vigliacco […]. Fa un gesto che noi consideriamo eroico, ma che in fondo rappresenta solamente il suo dovere”. Nel 1995 da “Sostiene Pereira” è stato tratto l’omonimo film diretto da Roberto Faenza, con Marcello Mastroianni nella parte del protagonista.

Titolo: Lo splendore del Portogallo

Autore: António Lobo Antunes. Nato a Lisbona nel 1942. Ha esercitato la professione di medico psichiatra,  ha partecipato alla guerra coloniale in Angola come tenente, chirurgo e psichiatra: un’esperienza che ha più volte rievocato, soprattutto nei suoi primi libri. Considerato uno degli autori europei più importanti, le sue opere sono tradotte in oltre quindici lingue.

Editore: Feltrinelli

Anno: 2019

Prezzo: 22,00Euro

Pagine: 401 pagine

Citazione: “Mio padre soleva spiegare che ciò che eravamo venuti a cercare in Africa non era denaro né potere ma negri senza denaro e senza nessun potere che ci dessero l’illusione del denaro e del potere che di fatto anche se lo avessimo avuto non avevamo non essendo più che tollerati, accettati con disprezzo in Portogallo, guardati come noi guardavamo i bailundo, quei braccianti negri che lavoravano per noi e quindi in un certo senso eravamo i negri degli altri, proprio come i negri possedevano i loro negri e questi a loro volta i loro negri, a gradini successivi che arrivavano giù fino alla miseria, storpi, lebbrosi, schiavi di schiavi, cani, mio padre soleva spiegare che ciò che eravamo venuti a cercare in Africa era trasformare la vendetta di comandare in ciò che fingevamo fosse la dignità di comandare, vivendo in case che imitavano le case europee e che qualsiasi europeo avrebbe disprezzato considerandole come noi consideravamo le catapecchie che ci circondavano, con la stessa ripulsa e lo stesso disprezzo… ”

Trama: Siamo a metà degli anni novanta e i tre figli ormai adulti di una famiglia di coloni portoghesi in Angola sono stati evacuati a Lisbona. La madre è rimasta lì nel tentativo di salvare la vecchia piantagione, mentre infuria la guerra civile, che coinvolge molteplici fazioni e potenze straniere incluse Cuba, l’Unione Sovietica e il Sudafrica. È la guerra per l’indipendenza che si disintegra in violenza caotica, terrore e macelleria casuale.  I tre figli sono il prodotto del sistema delle piantagioni dove gli africani servivano ancora come schiavi. Il più anziano, mulatto, è frutto di una relazione del padre con una prostituta africana e viene discriminato persino dalla sua stessa famiglia. La figlia è in pratica una prostituta d’alto bordo. E l’ultimo figlio, mentalmente disabile e rinchiuso in una clinica, infligge violenza sugli animali appena ne ha occasione.

Opinione: L’orrore e la miseria generati dal colonialismo e dal razzismo coloni portoghesi in Angola emergono con chiarezza da quest’opera. Il titolo è ironico, nell’opera non c’è nulla che riveli lo splendore del Portogallo colonialista. Attraverso i monologhi alternati dei quattro personaggi, questo romanzo traccia il tetro bilancio del processo storico di avvilimento di una categoria di esseri umani. I quattro narratori svelano le loro vite passate, lacerati tra la nostalgia per l’Africa della loro infanzia e la vergogna di ammettere che quel sogno era solo un orribile incubo.

Lo stile narrativo di Lobo Antunes è assai particolare. Il romanzo è raccontato con la tecnica del flusso di coscienza, ma ciò che caratterizza lo stile dell’autore portoghese  è il frequente passaggio dalla prima alla terza persona senza marche che lo indichino. In questa maniera, la lettura, ovviamente faticosa, del romanzo si trasforma in una specie di puzzle di elementi da mettere insieme, che ci fa entrare in una dimensione psicologia parallela senza una chiara linea cronologica, ma con una sua acrobatica coerenza interna.

La Compagnia dei Lettori è un gruppo nato allo scopo di leggere e parlare di libri condividendo emozioni e riflessioni scaturite da una passione comune. Si riunisce ogni primo martedì del mese alla Feltrinelli di Savona.
“La quinta di copertina” è la rubrica per gli appassionati di lettura, ogni venerdì due libri consigliati da “La Compagnia dei Lettori”: clicca qui per leggere tutti gli articoli

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