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Da 70 anni un andorese intreccia le palme da benedire: la storia di Giovanni Bertolino e della sua arte foto

Ha imparato quando aveva 6 anni e ha coltivato il suo hobby per il figlio e la nipotina Lucrezia, ma ora sogna di donare una delle sue creazioni al Papa

Andora. Nella domenica delle palme, quella che precede Pasqua, si ricorda il trionfale ingresso di Gesù a Gerusalemme in sella ad un asino con la folla in festa che lo salutava agitando rami di palma o rami di ulivo. Per questo nella tradizione cristiana, in quella ricorrenza, i fedeli si riuniscono portando in mano rami di palma con le foglie intrecciate o un ramo d’ulivo che il sacerdote benedice.

Quella di intrecciare le foglie di palma è un’arte che si è tramandata durante i secoli. Tra coloro che sono custodi di questa antica tradizione c’è un andorese, Giovanni Battista Bertolino, che all’età di 82 anni non ha ancora perso la passione di comporre la palma pasquale.

Racconta di avere imparato da bambino, a sei o sette anni, durante il periodo della guerra. Il suo maestro è stato Giovanni Volpara, giardiniere alle dipendenze del Conte Quaglia, allora proprietario della Tenuta Stampino di Andora. Ma deve ringraziare anche una giovane maestra, Caterina “Rina” Volpara, figlia di Giovanni. Insieme a Caterina si dilettava a comporre e intrecciare le punte di palma che poi venivano donate ai fedeli della parrocchia di San Giovanni.

Passata la guerra e diventato grande Giovanni ha messo un po’ da parte l’hobby, che è stato ripreso poi per il figlio e, adesso, per la nipotina Lucrezia di dieci anni, per la quale non ha mai mancato di intrecciare una palma da portare a benedire la domenica delle Palme.

Per il futuro, però, il signor Bertolino sta pensando a creare qualcosa di speciale da far arrivare a Roma al Santo Padre.

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