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Consiglio regionale, via libera alla legge sulle aree protette: addio al Parco del Finalese, minoranze critiche

Maggioranza compatta dà l'ok al provvedimento tanto discusso sul riordino dei parchi liguri, polemica delle associazioni ambientaliste

Liguria. Con 17 voti a favore (maggioranza di centro destra), 10 contrari (Pd, Mov5Stelle, Rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria) e 1 astenuto (Liguri con Paita) è stato approvato il disegno di legge 210 che modifica la legge regionale n. 12 del 1995 (Riordino delle aree protette) e della legge regionale n. 28 del 2009 (Disposizioni in materia di tutela e valorizzazione delle biodiversità).

rocca del corno parco del finalese

La legge riforma la normativa regionale in materia, eliminando situazione dubbie, obsolete o di contrasto normativo ed è il punto di arrivo di un percorso condiviso: il ddl è passato diverse volte Commissione e discusso con Enti Parco, Comuni e Associazioni. Ha accolto emendamenti presentati sia in Commissione sia in Consiglio da maggioranza e minoranza, nonché segnalazioni e osservazioni di varia provenienza: una legge aperta e completa che è arrivata oggi al traguardo dell’approvazione dopo un percorso durato più di sei mesi

Sono 540 gli ettari di riduzione dei confini dei Parchi Antola, Aveto e Alpi Liguri. Per quanto riguarda il Parco del Finalese, con la cancellazione di uno strumento attuativo obsoleto e mai realizzato, 5 Aree Protette passeranno dalla gestione provvisoria (in essere dal 1985), alla gestione ordinaria. Sul fronte delle Aree Protette, non viene cancellata nessuna tutela. Alle Aree Protette previste dalla Provincia di Savona, viene tolta la dicitura di Aree Protette regionali in quanto non rispettano i parametri minimi di legge. Gran parte di queste aree rientrano anche nei SIC. Oltre a ciò, sono istituite importanti novità tra cui nuovi strumenti amministrativi per i Parchi e un coordinamento regionale per le Aree Protette. Il disegno di legge non entra nel merito dei confini del Parco di Portofino, né come Parco Regionale, né nella previsione di Parco Nazionale, e nemmeno riguarda la gestione dei siti rete natura 2000 (SIC/ZSC/ZPS).

Con l’approvazione di oggi i confini dei Parchi saranno certi e ridefiniti secondo le esigenze segnalate dal territorio. Il ddl 210 prevede l’istituzione per legge regionale dei confini dei Parchi Antola, Aveto e Beigua. I confini di questi Parchi erano regolati con delibera dell’Ente Parco di concerto con i Comuni che sono comunque già rappresentati nell’Ente. Tale delibera veniva trasmessa alla Regione che poteva approvarla d’intesa in Consiglio o rigettare la richiesta con motivazioni. Oggi l’unica differenza è che a essere modificato con delibera dell’Ente Parco e poi approvata dal Consiglio Regionale, non è più un atto amministrativo, ma una legge regionale: quindi un strumento più certo e chiaro. Questo sistema già vale per i Parchi regionali come quelli di Portofino e Alpi Liguri. Dimostrazione ne è il fatto che il ddl 210 prevede anche una variazione dei confini proprio del Parco delle Alpi Liguri.

Sono stati cambiati i confini di quattro Parchi regionali per rispondere a quanto richiesto dagli stessi Enti Parco e da tutto il territorio. Le variazioni dei confini non rappresentano un mero taglio, ma una rimodulazione complessiva indicata in molti casi dagli stessi Enti Parco su specifiche criticità. Non si tratta di mille ettari ma di 540, il 2,39% dei quattro Parchi. La Regione Liguria ha accolto tali richieste seguendo il principio di sussidiarietà del controllo del territorio. Nello specifico del Parco dell’Antola, è stata data una risposta alle richieste di circa 10 Comuni e del territorio in generale, che chiedevano la risoluzione di numerose situazione di conflitto sui confini esistenti fin dall’istituzione del Parco nel 2001.

Riforma Parchi Numeri

Dunque, alla quarta seduta, il Consiglio regionale approva la legge che aggiorna la normativa sui parchi liguri, nonostante le pressioni e le manifestazioni di tutto il mondo ambientalista, che nei giorni scorsi aveva più volte manifestato per stoppare e ridiscutere questa riforma.

Il disegno di legge, infatti, taglia di circa 540 ettari i confini dei parchi Antola, Aveto e Alpi Liguri, cancella 42 aree protette in provincia di Savona e mette la parola ‘fine’ al progetto d’istituzione del ‘Parco del Finalese’ mai nato dal 1995 per carenza di risorse.

La seduta è stata preceduta da un’audizione in conferenza dei capigruppo dei rappresentanti delle associazioni ambientaliste, ma non e’ stata trovata un’intesa, esclusa l’istituzione di un tavolo tecnico Regione-associazioni per discutere sulla gestione delle aree protette e sulla possibile nascita di nuovi parchi interregionali prevista dal disegno di legge.

Un concessione che arriva a legge approvata, e che quindi ha sapore amaro del ‘contentino’, e che è già stata catalogata come insufficiente da parte della associazioni che chiedevano, invece, un tavolo di lavoro ex-ante.

Con questa legge, di fatto, la giunta Toti chiude la porta in faccia a molteplici soggetti che perorano la causa ambientale tra cui Wwf Italia, Legambiente Liguria, Italia Nostra Liguria, Lipu Liguria, Fie Liguria, Cittadini Sostenibili e i ragazzi di Fridays for Future, tanto elogiati dalla politica nei giorni delle manifestazioni, ma “ignorati quando dalle parole si deve passare ai fatti”.

Nel dibattito sulla votazione degli ultimi due articoli del disegno di legge, che non erano stati ancora votati nella precedente seduta, e dei due successivi ordini del giorno sono intervenuti Luca Garibaldi e Giovanni Lunardon del Pd, Marco De Ferrari e Andrea Melis del Movimento5Stelle, Giovanni Pastorino (Rete a Sinistra&liberaMENTE Liguria), Giovanni Boitano (Liguri con Paita), Franco Senarega (Lega Nord Liguria-Salvini)

Respinti con il voto contrario dei gruppi di maggioranza due emendamenti presentati da De Ferrari che prevedevano la convocazione delle Conferenze per l’istituzione del Parco naturale regionale del Finalese.

Dichiarazioni di voto:
Luca Garibaldi (Pd) ha criticato il fatto che la giunta abbia deciso di modificare la vecchia legge regionale senza attuare una riforma completa: “La giunta ha fatto una scelta di aggiustamento, timida e contraddittoria. E’ stato un errore politico non ampliare i parchi”. Secondo il consigliere “non sono stati cambiati aspetti che dovevano essere modificati, sono stati ridotti i confini e i parchi – ha concluso – si troveranno in condizioni peggiori di prima per operare”.

Marco De Ferrari (Mov5Stelle) ha dichiarato: “Le aree protette regionali stanno subendo un attacco senza precedenti superato, forse, solo dalla giunta Biasotti. Secondo il mio gruppo questo disegno di legge è uno “sfascia parchi” perché nel terzo millennio vedere i parchi come qualcosa di soffocante sul territorio è contro ogni razionalità perché il parco non soffoca ma, semmai, fa crescere i territori ed è un’occasione di rilancio”.

Giovanni Lunardon (Pd) ha definito il provvedimento “un’occasione persa. La maggioranza di centro destra è solida in questo accanimento contro le aree protette in cui, inizialmente, aveva cercato di inserire anche il Piano casa, e ha proseguito tagliando risorse e attraverso una lotta alle aree contigue”. Lunardon ha sottolineato: “Questa giunta taglia le aree protette mentre le Regioni vicine le aumentano”.

Giovanni Boitano (Liguri con Paita) ha annunciato voto di astensione: “In questa legge vedo solo alcuni spunti positivi. I parchi sono un’opportunità e ritengo positivo normare il settore in modo diverso”. Il consigliere ha sottolineato la necessità di coinvolgere i sindaci e le associazioni sul territorio “perché – ha detto – stiamo assistendo allo spopolamento dell’entroterra mentre lo scopo dei vincoli deve essere dare sviluppo e lavoro sul territorio”.

Alice Salvatore (Mov5Stelle) ha sottolineato due aspetti positivi del dibattito: l’incontro con le associazioni e la disponibilità della giunta alla creazione di parchi interregionali. “Purtroppo il bilancio resta negativo perché il disegno di legge è stato modificato ma non a sufficienza per la tutela del nostro sistema di biodiversità”. Secondo il consigliere “la riduzione delle aree protette contenute in questa legge favorisce solo la ristretta categoria dei cacciatori”.

Giovanni De Paoli (Lega Nord Liguria-Salvini) ha annunciato voto favorevole al provvedimento: “Per volere il bene del territorio occorre incentivare la presenza dell’uomo favorendo le sue attività, fra cui l’agricoltura. La mancanza del fattore umano non salverà il territori, per questo occorre consentire nei parchi quelle coltivazioni agricole tramandate da generazioni”. Secondo De Paoli questa legge “semplifica la vita dei parchi anche da un punto di vista amministrativo e le comunità che ne fanno parte avranno più voce in capitolo”.

Andrea Melis (Mov5Stelle) ha ribadito la propria contrarietà alla mancata inclusione di parte del Comune di Urbe nel parco dei Beigua e sul fatto che sia stata definitivamente scartata l’ipotesi di costituzione del parco del finalese. “Questo provvedimento – ha detto – ha forti limiti e, in particolare, traguarda l’obbiettivo di ridurre le aree protette per fini non ancora chiari, cioè se per favorire la caccia o interventi urbanistici che non porteranno un reale indotto”.

Angelo Vaccarezza (Forza Italia) ha annunciato il proprio voto convintamente a favore del disegno di legge e ha sottolineato “l’importanza della presenza dell’uomo con le sue attività sul territorio”. Il consigliere ha rilevato, infatti, che in alcune situazioni le aree protette hanno mortificato le attività umane tradizionali dell’entroterra e, per questi motivi, “il provvedimento è voluto da tante comunità fra cui anche quella di Urbe”.

E tra i commenti ecco quello di Francesco Bruzzone, senatore ligure della Lega, vice presidente della Commissione Ambiente del Senato: “Esprimo grande soddisfazione per l’approvazione da parte del Consiglio regionale della Liguria della legge regionale sui parchi. Finalmente: ricordo bene quando si era iniziato a parlare di questo provvedimento a livello regionale. Si tratta di una boccata di ossigeno per chi vive in prima persona il mondo della ruralità. Auspico che questo rappresenti un concreto esempio per tutto il Paese, su una materia come quella dei parchi, che in questi anni è stata tanto strumentalizzata dagli ambientalisti”.

“Sono molto soddisfatto – ha spiegato l’assessore regionale Stefano Mai – perché è il compimento di un lungo lavoro durato diversi mesi. Questa legge rappresenta la volontà di riformare la normativa regionale in materia, eliminando situazione dubbie, obsolete o di contrasto normativo. Ci consente di ripartire con una nuova condizione di certezza ed efficienza nella gestione e nella tutela del patrimonio di biodiversità della Liguria. Quello di oggi rappresenta un punto e a capo dal quale si potrà ripartire con maggiori certezze e una gestione migliore di tutto il territorio delle nostre aree protette. Anche per questo, qualsiasi situazione dubbia, non ancora chiarita dai nostri uffici e che quindi necessiti uno studio approfondito, è stata rinviata a una discussione successiva dalla quale né la Regione né io ci tiriamo indietro in nessun modo”.

“La nuova legge rappresenta il culmine di un percorso condiviso. Infatti i contenuti sono stati discussi numerose volte in Commissione regionale con il confronto tra Enti Parco, Comuni, varie associazioni e rappresentanti delle realtà che operano sul territorio”.

“In diverse occasioni sono stati accettati gli emendamenti presentati in Commissione e quelli presentati in consiglio regionale, dalla maggioranza e dall’opposizione. Questo non significa che la norma andasse riscritta. In realtà si tratta di una ‘legge aperta e completa’ che ha visto la segnalazione di numerose situazioni di dettaglio con un idoneo percorso durato più di sei mesi” conclude Mai.

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