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Cinque casi di maltrattamenti in 4 giorni: appello alle vittime del gip Giorgi

Il magistrato ancora una volta invita a denunciare gli episodi di violenza domestica: "Troppe volte le querele vengono ritirate e le accuse cadono"

Savona. “Abbiate il coraggio di ribellarvi e liberarvi”. Inizia così l’appello che il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Savona Fiorenza Giorgi lancia ancora una volta alle vittime di violenza in ambito famigliare. Nell’ultima settimana, in provincia di Savona, si sono registrati cinque casi di persone sottoposte a misura cautelare per maltrattamenti o stalking nei confronti di famigliari o compagni e, alla luice di questi numeri, il magistrato savonese non ha nascosto la sua preoccupazione ed ha deciso di intervenire ancora una volta in prima persona.

“Sono angustiata, in uno di questi casi i maltrattamenti duravano da più di dodici anni. Per questo, per l’ennesima volta, volgio rivolgere un messaggio alle donne ed ai genitori di giovani nullafacenti ed indisciplinati: abbiate il coraggio di ribellarvi e liberarvi”.

“Oggi il legislatore ha fornito gli strumenti di tutela, ma se non li usiamo è un problema. Io, così come i miei colleghi e le forze dell’ordine, non posso difendere le persone se non vogliono essere aiutate. Troppe volte le querele vengono ritirate e le accuse cadono. Cosa deve succedere perché questo non accada? Che il loro torturatore le ammazzi” si chiede il giudice Giorgi che ribadisce l’importanza di denunciare: “Se la vittima non si ribella è logico che i femminicidi non diminuiscano. La mia generazione si è battuta vittoriosamente per i diritti delle donne ed è soprattutto grazie alle donne che si è arrivati alla riforma del diritto di famiglia, alla legge sull’aborto, ma anche a quella sul divorzio. Ma è mai possibile che ora si torni indietro? Perché una donna deve sopportare per mesi e anni delle condizioni di vita inumane? Sono quasi alla fine della carriera ed ho l’impressione di svuotare il mare con un secchiello”.

Il magistrato savonese prova a spiegarsi perché in molti casi le violenze subite non vengono denunciate: “Ho riscontrato che le vittime, spesso, mancano di autostima. Sembra quasi che pensino non si possa vivere senza un uomo. Non è così: una donna può anche vivere una parte della sua vita senza un compagno”.

“Per questo rinnovo ancora una volta l’appello a non lasciarsi sottomettere ed a ribellarsi al primo segnale di maltrattamento. Soprattutto se ci sono dei figli” aggiunge il gip Giorgi che conclude la sua analisi con una citazione di una celebre frase di Eleanor Roosevelt, che fu attività e first lady americana: “Alle donne vorrei ricordare che ‘Nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo consenso'”.

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