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Bombardier, Toti pronto a chiedere un incontro al Mise. I sindacati: “No alla cessione dell’ingegneria”

Sindacati: "La provincia di Savona, la Liguria e l’intero Paese non può permettersi di perdere un’eccellenza industriale come quella rappresentata dal sito vadese”

Vado Ligure. Chiedere un incontro urgente al Mise, con la presenza dei vertici di Bombardier, per capirne le vere intenzioni rispetto al futuro dello stabilimento di Vado Ligure. E’ questo l’impegno che si è assunto il presidente della Regione Giovanni Toti a seguito dell’incontro con i rappresentanti sindacali avvenuto oggi nella sede dell’Ente regionale. Al vertice erano presenti l’assessore alle attività produttive Andrea Benveduti, il presidente della Provincia Pierangelo Olivieri ed il vice sindaco di Vado Ligure Fabio Falco. L’incontro fa seguito alla grande mobilitazione dei lavoratori che ieri hanno scioperato per l’intero turno di lavoro con un’adesione pressochè totale all’iniziativa.

Le segreterie di Fim, Fiom e Uilm Savona e la Rsu dello stabilimento hanno ribadito tutta la loro “contrarietà rispetto ad una scelta, quella di procedere alla cessione della funzione ingegneria propedeutica alla produzione, assolutamente sbagliata che rischia di essere l’anticamera della chiusura del sito il quale, lo ricordiamo, al termine della produzione delle locomotive DC3 per Mercitalia (quindi a settembre con alcune funzioni in sofferenza già da maggio) non avrà altra produzione. Abbiamo pertanto chiesto al presidente Toti di farsi portavoce delle istituzioni territoriali presso il governo circa la gravità della situazione che coinvolge uno storico presidio produttivo ed occupazionale della nostra provincia”.

“E’ indispensabile che venga quanto prima convocato un tavolo di confronto al Mise, a cui partecipi il gruppo Bombardier, in cui venga chiesto all’azienda di ritirare la procedura di trasferimento di ramo d’azienda nonchè l’impegno formale a trasferire i tutti i carichi di lavoro legati alle locomotive DC3 a Vado Ligure secondo quella logica industriale di specializzazione dei siti produttivi che il Gruppo ha enunciato ma che non sta rispettando. Allo stesso modo è indispensabile che il MISE, dando seguito a quanto sottolineato con la presa di posizione seguita all’incontro del dicembre scorso, si impegni affinchè sia sbloccata quanto prima l’assegnazione dei 14 treni ad alta velocità per cui Bombardier ha presentato due settimane fa l’offerta economica e che garantirebbe due anni di lavoro allo stabilimento”.

“Occorre mettere il gruppo davanti ad una scelta: o vengono messe in campo azioni per il rilancio del sito anche attraverso la collaborazione dei clienti e delle istituzioni o viceversa serve trovare una soluzione alternativa a Bombardier per evitare la chiusura di un sito industriale presente nel nostro territorio dal 1905 nonchè di una eccellenza nazionale che opera in un settore strategico come la mobilità su ferro. Il presidente Toti si è impegnato a sollecitare Mise, ministero delle infrastrutture e Ferrovie affinchè siano formalizzate le azioni che abbiamo descritto e che ha dimostrato di condividere. Lo sciopero di venerdì 19 aprile, con nuove iniziative di mobilitazione, è confermato qualora non dovessimo avere risposte urgenti alle nostre richieste. Nella consapevolezza del disagio che la lotta per il lavoro genera per una parte della cittadinanza, non intendiamo assistere in silenzio al declino dell’industria del nostro territorio”.

Christian Venzano, segretario di Fim-Cisl Liguria, e Simone Pesce, segretario della Cisl di Imperia e Savona con delega all’industria, dichiarano: “La provincia di Savona, la Liguria e l’intero Paese non può permettersi di perdere un’eccellenza industriale come quella rappresentata dal sito vadese. La vertenza Bombardier, unitamente a quella di Piaggio Aerospace e LaerH, sarà oggetto di forte impegno da parte di tutte le istituzioni liguri”.

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