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Bombardier, presidio e corteo: “Pronti a blocco del casello prima di Pasqua” fotogallery

Dopo l'assemblea, i lavoratori sono partiti in corteo per Vado: se non arriverà la convocazione al Mise sono pronti a nuove proteste

Vado Ligure. Agg. ore 10.15: “Se non arriverà in questi giorni la data per una convocazione al Ministero dello Sviluppo Economico siamo pronti ad occupare la rotonda davanti al casello autostradale di Zinola nella giornata del Venerdì Santo, ovvero il 19 aprile”. E’ l’annuncio, arrivato a margine del corteo dei lavoratori Bomardier, fatto dal rappresentante della Rsu aziendale Bruno Martinazzi.

“Non vogliamo creare disagio e spero che non sarà il caso, ma se non ci sarà un intervento della Regione per chiedere al Mise di riceverci e se non ci sarà comunicata la data per l’incontro saremo costretti a farlo. Ovviamente occuperemo l’area davanti al casello nei modi previsti dalla legge, ma inevitabilmente porterebbe a dei disagi” conclude il membro della Rsu dello stabilimento vadese.

Agg. ore 10: L’assemblea è terminata e tra pochi minuti i lavoratori partiranno in corteo verso l’Aurelia.

Agg. ore 9.40: Nel corso dell’assemblea è stato annunciato che lo sciopero si protrarrà per tutto il giorno: il picchetto davanti al cancello sarà quindi attivo fino alle 17 e non verrà permesso a nessuno di entrare e uscire dallo stabilimento.

Agg. ore 9.10: E’ iniziata l’assemblea dei lavoratori che, al termine dell’incontro, partiranno in corteo e, con tutta probabilità, occuperanno la via Aurelia.

– E’ iniziato questa mattina alle 7 il presidio dei dipendenti di Bombardier davanti ai cancelli dello stabilimento vadese. Alle 8.30 è prevista una assemblea dei lavoratori per concordare le azioni di protesta: non è esclusa l’occupazione dell’Aurelia con un corteo.

La protesta nasce dalla volontà del gruppo di procedere alla cessione della funzione ingegneria propedeutica alla produzione. A tal proposito verrà pertanto aperta una specifica procedura con l’obiettivo di cedere l’attività ed i lavoratori occupati (circa 50) ad una azienda che fornisce servizi di ingegneria. “Delle condizioni del passaggio dei lavoratori discuteremo nelle sedi opportune ma sin d’ora possiamo dire che giudichiamo questa notizia come molto negativa – affermano i sindacati di categoria – Già da tempo avevamo detto infatti che operazioni di cessione di parte delle attività presenti a Vado, attraversamento quello che giudichiamo essere un vero e proprio spacchettamento, avrebbero incontrato la nostra ostilità. Questa operazione infatti indebolisce ancora di più il sito togliendo un’attività ad alto valore aggiunto come ingegneria secondo una logica che il gruppo ha già sperimentato in altri stabilimenti in Europa con risultati tutt’altro che positivi”.

“Inoltre dal Gruppo non è arrivata una sola notizia positiva per quanto attiene i carichi di lavoro che in tempi rapidissimi devono arrivare a Vado pena la chiusura dopo l’estate quando terminerà la produzione delle locomotive DC3. Nessuna notizia ancora da Trenitalia riguardo i 14 treni ad alta velocità da realizzare insieme ad Hitachi, la partnership sempre con Hitachi per la produzione dei treni destinati al trasporto regionale ancora ferma alla lettera di intenti di oltre due anni fa e soprattutto nessun carico di lavoro trasferito da Bombardier verso l’Italia”.

“Nessuna chiarezza insomma circa la domanda fondamentale: quale è la missione produttiva della fabbrica?” si chiedono le organizzazioni sindacali.

“E’ evidente come, di fronte a questo scenario, parlare di incertezza sia ormai fuori luogo. La preoccupazione tra i lavoratori sta ulteriormente crescendo perché, lo ricordiamo, in questa vertenza che si trascina dal 2012, sono a rischio i posti di lavoro di 530 persone senza considerare l’indotto. Il Gruppo decide ancora una volta di penalizzare Vado mentre rispetto alla produzione non decide neppure di mettere in campo azioni fattibili per dare qualche mese di attività ulteriore rispetto alle locomotive DC3 per Mercitalia”.

“E’ finito il tempo delle parole. O il gruppo decide un credibile piano industriale di rilancio del sito e chiede la collaborazione dei clienti e delle istituzioni per raggiungere gli obiettivi fissati o viceversa tutti avranno sulla coscienza la chiusura di un sito industriale presente nel nostro territorio dal 1905 nonchè di una eccellenza nazionale che opera in un settore strategico come la mobilità su ferro”.

“Stiamo assistendo al definitivo declino industriale della nostra provincia nel momento in cui si dovrebbe invece declinare il suo rilancio. Non rimarremo inermi ad assistere a questo scempio” concludono i sindacati.

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