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Autonomia differenziata, la Cgil: “La giunta regionale convochi subito un tavolo di discussione”

"L'incontro di oggi in Regione sull'autonomia differenziata è stato importante"

Regione. “L’incontro di oggi in Regione sull’autonomia differenziata è stato importante; per chi, come la Cgil, pensa che sia fondamentale avvicinare le decisioni delle amministrazioni ai cittadini”. Lo affermano Federico Vesigna e Fulvia Veirana, rispettivamente segretario generale e segretario di Cgil Liguria, che sottolineano come sia stato “positivo poter sottoporre al ministro, al vice ministro Rixi, al presidente Toti e all’assessore Viale tutte le nostre preoccupazioni sulle modalità con cui questo percorso si sta sviluppando”.

“Continuiamo a pensare che acquisire competenze senza la garanzia di avere i soldi per esercitarle sia un rischio per la qualità dei servizi che i cittadini devono avere. Per la Liguria questo pericolo é ancora più vicino poichè é una regione con performance molto distanti dalle altre regioni del nord come Veneto, Emilia Romagna e Lombardia, oggi alla testa del negoziato con il governo”.

“Riconosciamo a ministro e vice ministro la disponibilità e la volontà di affrontare un percorso condiviso e ci aspettiamo una discussione parlamentare limpida come quella odierna. Auspichiamo che la giunta regionale, quindi, convochi al più presto un tavolo per discutere di come queste competenze verranno esercitate per garantire benessere a tutti i cittadini”.

Giovanni Lunardon, capogruppo Pd in Regione Liguria, commena: “Dopo l’incontro di questa mattina con il ministro Stefani mi pare si possa dire che il percorso dell’autonomia differenziata è destinato velocemente a finire su un binario morto. Com’è noto, uno dei temi da affrontare, in un percorso che non ha precedenti, è il ruolo del parlamento, esigenza giusta e sacrosanta. Il ministro Stefani ha precisato che oltre al parere che probabilmente rilasceranno le commissione parlamentari competenti prima della firma delle intese, sarà facoltà dei presidenti della Camere in aula, dopo la firma, ammettere o meno emendamenti al testo dell’intesa Stato-Regione. Siccome è altamente improbabile che non li ammettano, di quelle intese rimarrà presumibilmente poca cosa. E in alcuni casi, francamente, meglio così”.

“Noi non abbiamo mai avuto un atteggiamento pregiudiziale nei confronti del tema dell’autonomia. Crediamo soltanto che debba essere fatta bene. Questo per noi vuol dire due cose: rendere compatibile il percorso dell’autonomia differenziata con il tessuto unitario del Paese, in un quadro di solidarietà tra le Regioni, motivo per cui riteniamo necessario affrontare tempestivamente il tema dei livelli essenziali di prestazione. Due: evitare che l’utonomia diventi un boomerang per la nostra regione, cosa di cui vediamo molti rischi concreti, a fronte della delibera assunta dalla giunta regionale. Inoltre il ministro Stefani ha anche precisato che le risorse, almeno in un primo tempo, non aumenteranno. Semplicemente nel momento in cui alcune competenze da concorrenti diventeranno di esclusiva potestà regionale, anziché essere trasferite dallo Stato alle Regioni verranno attribuite direttamente a queste ultime in un’ottica di spesa storica. Solo in un secondo momento si procederà a definire fabbisogni standard, costi standard e livelli essenziali di prestazione”.

“Insomma è evidente che i tempi dell’Autonomia si allunghino considerevolmente, tanto che, questa mattina, il presidente Toti ha parlato di un orizzonte temporale che abbraccia l’arco della legislatura, che, come è noto, è cominciata un anno fa e dura 5 anni. In questo scenario ci sembra ancora più evidente la necessità, di cui parleremo nel consiglio regionale straordinario che abbiamo richiesto e che si svolgerà lunedì, di lasciare perdere certe ambizioni avventuristiche e anche piuttosto strampalate contenute nella delibera della giunta regionale per far convergere gli sforzi di tutti, parti politiche e sociali, su un punto fondamentale: l’autonomia finanziaria dei porti della Liguria. Questo è sicuramente l’obiettivo di autonomia più importante e condiviso per la nostra regione”.

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