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Arrestato ad Albenga perché aveva documenti falsi: patteggia foto

Nei guai è finito un cittadino ucraino che finora non è mai riuscito ad ottenere il permesso di lavoro e chiede di essere regolarizzato: "Voglio lavorare, mantenere la mia famiglia e pagare le tasse"

Ceriale. Dodici mesi di reclusione con la sospensione condizionale della pena. E’ la pena patteggiata questa mattina in tribunale da Hennadii Arkhypenko, l’operaio ucraino di 50 anni, domiciliato nella città delle Torri, arrestato la scorsa settimana in via Mameli, ad Albenga, dalla polizia locale di Ceriale in collaborazione con i colleghi ingauni con l’accusa di possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi.

L’uomo, che è difeso dall’avvocato Marco Ballabio, è in Italia dal 1998, ma da quando gli è scaduto il visto turistico non è mai riuscito ad ottenere il permesso di soggiorno (secondo la difesa per problemi burocratici) nonostante avesse un lavoro. Per questo lui chiede di essere regolarizzato: “Voglio lavorare, mantenere la mia famiglia e pagare le tasse” ha spiegato lo straniero intervistato dai microfoni di Rete 4.

Le manette per l’operaio erano scattate a seguito di un’attività investigativa che durava da mesi, anche attraverso pedinamenti e altri accertamenti. Ad Hennadii Arkhypenko viene contestato il possesso di documenti falsi, in particolare una carta di identità rilasciata dal comune di Albenga, una patente polacca e una carta di identità polacca.

L’uomo era monitorato da alcune settimane dalla polizia locale perché era stato notato alla guida di un veicolo sottoposto a confisca. Per questo la settimana scorsa era stato fermato dai vigili e poi arrestato.

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