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Aperture festive dei negozi, la Filcams-Cgil: “Nessun miglioramento economico e occupazionale”

"Adeguarsi ad una logica concorrenziale sfrenata sacrificando il valore storico e morale di queste due festività è un errore"

Liguria. “Adeguarsi ad una logica concorrenziale sfrenata sacrificando il valore storico e morale di queste due festività è un errore. La crisi che stiamo vivendo richiederebbe esattamente il contrario, ovvero il rafforzamento di riferimenti per la convivenza democratica nostra e dell’intera società”. Così Cristiano Ghiglia, segretario provinciale della Filcams-Cgil di Savona, interviene in merito alla questione delle aperture di negozi nei giorni festivi.

Secondo il segretario provinciale di Filcams-Cgil “il 25 aprile ed il 1^ maggio sono solo alcune delle festività civili e religiose che continuano ad alimentare il dibattito tra chi sostiene il sempre aperto di negozi e centri commerciali e chi vorrebbe regolamentare la chiusura delle saracinesche. La Filcams Cgil da sempre contraria alla totale liberalizzazione degli orari e delle aperture nel commercio, sta portando avanti una battaglia a sostegno di una regolamentazione del settore, che permetta di venire incontro anche alle esigenze delle lavoratrici e lavoratori. La legge annunciata per imporre un numero di domeniche di riposo a tutti sembra finita nel dimenticatoio, tra le schermaglie dei due partiti di governo”.

“Sono stati anni in cui non solo l’occupazione non è aumentata, ma, proprio per effetto delle liberalizzazioni, si è assistito ad un forte arretramento delle condizioni di lavoro, con turni di lavoro su 365 giorni all’anno e l’estensione dell’orario h24. La riduzione di oltre il 20 per cento dell’occupazione diretta ha comportato il ricorso, sempre più frequente, a forme di lavoro precario. Il 70 per ceneto dei dipendenti ha un rapporto di lavoro part-time, nella maggior parte dei casi, involontario. Il 40 per cento è rappresentato da lavoratrici e lavoratori a tempo determinato, a chiamata, in somministrazione o in appalto. I lavoratori coinvolti dall’obbligatorietà del lavoro domenicale e festivo raggiungono circa il 40 per centodegli addetti e le maggiorazioni originariamente previste per tali prestazioni hanno subito drastiche riduzioni a causa della situazione di difficoltà in cui versa parte rilevante del settore”.

La Filcams-Cgil ribadisce che “la mobilitazione per la regolamentazione delle aperture domenicali e festive non è solo a favore delle lavoratrici e dei lavoratori del commercio che palesemente ne subiscono le conseguenze, è una mobilitazione per il territorio e l’ambiente, per i centri storici, per la cultura. Regolamentare il commercio significa anche porre una riflessione su modelli e indirizzi di sostenibilità alternativi alle attuali pratiche del consumismo”.
“A prescindere dalle lentezze del legislatore, è necessario dare anche una prospettiva contrattuale aziendale e territoriale alla problematica. Nel savonese, in alcune realtà lavorative e parzialmente nei centri commerciali più strutturati, siamo riusciti a decifrare una calendarizzazione di chiusure e una turnistica domenicale e festiva condivisa dalle lavoratrici e dai lavoratori interessati”, conclude Ghiglia.

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