Contrari

Anche a Cairo arriva la bottiglietta per le deiezioni canine, delusione Enpa: “Umiliante fardello per i proprietari”

La Protezione Animali chiede al sindaco di modificare l'ordinanza mitigando i divieti relativi a guinzaglio, pulizia e divieto di far bere i cani dalle fontane

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Cairo Montenotte. L’Enpa si schiera contro il Comune di Cairo e la decisione di obbligare i proprietari di cani, come già avviene a Savona e in altri Comuni, a portare con sé una bottiglietta d’acqua per lavare le deiezioni del proprio quattrozampe.

“L’anno scorso avevamo plaudito alle iniziative del sindaco Paolo Lambertini su questo problema – ricordano dall’Enpa – riunioni preventive, dibattiti e dialogo con la cittadinanza, campagne pubblicitarie coinvolgenti, inviti e sensibilizzazione prima delle multe. Erano previsti un occhio di riguardo alla parte sanzionatoria (ammonizione la prima volta che il maleducato veniva sorpreso, daspo urbano nelle zone più critiche per i renitenti seriali e incremento della sanzione per le violazioni successive) e funzionali ed efficaci controlli, in borghese e in orari particolari, per sorprendere i maleducati. C’è da riconoscere che il Comune aveva anche tentato di coinvolgere le associazioni animaliste nei controlli diretti dei maleducati ma, per diversi motivi, non ultimi l’indisponibilità di alcune e l’impossibilità di altre per il gran lavoro già svolto da sempre pochi volontari, l’iniziativa non era andata a buon fine”.

La nuova norma, secondo l’Enpa, è “un deludente allineamento a quelle di Savona e di altri comuni della Valbormida, come la recente di Roccavignale, con l’introduzione dell’obbligo della bottiglietta d’acqua, umiliante fardello per i proprietari di cani, che servirà solo a diluire ed espandere l’urina canina, rischiando di far scivolare le persone con problemi visivi e di deambulazione. Troppo duro poi, così come è stato scritto, il divieto secco di ‘far abbeverare i cani nelle fontane pubbliche’: era meglio stabilire che i cani non devono venire a contatto diretto con il rubinetto e che il conduttore deve usare una ciotola o l’incavo delle mani per abbeverarli”.

Enpa chiede quindi al sindaco Lambertini “di modificare conseguentemente l’ordinanza e di definire meglio e mitigare gli altri divieti (guinzaglio e pulizia), perché ora colpiscono indistintamente tutti i proprietari di cani e non solo, giustamente, i maleducati”. L’associazione sollecita inoltre “l’adozione di un organico regolamento comunale sulla tutela degli animali in città e mette a disposizione la propria lunga esperienza con bozze già proposte ed approvate in diversi comuni d’Italia tra cui, in provincia, Spotorno, Stella, Cosseria, Urbe e Boissano”.

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