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Allenare l’intelligenza e i valori

Lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia

Maurizio Viscidi, è l’attuale coordinatore tecnico di tutte le nazionali giovanili maschili della FIGC. Nato a Bassano del Grappa il 18 maggio 1962 si diploma con lode all’ISEF di Padova. A 24 anni senza vantare una precedente trafila da calciatore diviene tecnico nel settore giovanile al Padova, dove ha la fortuna di allenare  il campione in erba Alessandro Del Piero.

Nel 1990 vince il titolo italiano coi Giovanissimi. Nel 1991 compie il grande salto e passa al settore giovanile del Milan, guidando per un anno gli Allievi e per 2 anni la Primavera. Vi rimane sino al 94. A 32 anni fa la sua prima esperienza sulla panchina di una prima squadra, in Serie C1 a Casarano.Nel 1997 ottiene la Licenza UEFA Pro, classificandosi 1º, con la tesi su “I movimenti d’attacco nel sistema 4-3-3”.

Inizia così a collezionare 200 gare in terza serie e 78 in cadetteria distribuite tra Lodigiani, Pescara, Viterbese, Lucchese,Treviso, Vicenza, Modena. Dal 2006 entra in FIGC dove è stato docente alla scuola allenatori di Coverciano e componente della commissione per lo sviluppo del calcio giovanile (area agonistica) al Settore Tecnico. Nel 2010, viene nominato vice-coordinatore delle Nazionali giovanili di calcio. Dall’Europeo 2012 al Mondiale 2014 è stato nello staff tecnico di Cesare Prandelli in qualità di assistente.

Dal primo luglio 2016 ricopre il ruolo di coordinatore con cui ha ottenuto i seguenti risultati: nel 2016 vice campione d’europa con la U19; nel 2017 medaglia di bronzo al mondiale U20 in Corea del Sud, e nel 2018 doppio titolo di vice campione d’europa con la U17 e la U19.

È conosciuto ed apprezzato anche come autore di libri sulla tattica calcistica e di numerosi articoli pubblicati nel Notiziario ufficiale del Settore Tecnico della FIGC e nelle più importanti riviste specializzate italiane e straniere( ha collaborato fra l’altro con l’AIAC curando per 3 anni la rubrica “l’allenatore sul campo” nella rivista ufficiale “L’allenatore”).

Lunedì 11 marzo nella splendida cornice del Casinò Municipale di Arco di Trento, nel corso della terza edizione di “Calcero”, fiore all’occhiello del Torneo B. Viola intitolata “Diventare calciatore: un sogno, non un’ossessione” dove era invitato come relatore ha portato il suo prezioso contributo di idee e di valori da rispettare, con cui mi sono trovato in perfetta sintonia.

Ecco una sintesi del suo qualificato intervento: “Il calcio è uno sport per persone intelligenti e non è vero che per giocare a certi livelli si può essere stupidi. Guai pertanto ad abbandonare gli studi. Il calcio di domani ha bisogno di giocatori istruiti. Allenare l’intelligenza e i valori è sempre necessario, a prescindere che si riesca o meno ad approdare al calcio professionistico. Del resto, la discriminante fra chi arriva e chi non arriva, anche in questo sport, sono le qualità morali e intellettive. Sotto questo profilo abbiamo intenzione di stringere sinergie sempre più strette tra il Club Italia e le società nella gestione del movimento giovanile e nella relativa valorizzazione del talento. ll nostro obiettivo primario rimane quello di portare ragazzi promettenti dalle giovanili ad esordire in Nazionale : in tanti, come ad esempio Donnarumma, Cutrone, Barella e Kean hanno iniziato con l’Under 15 e sono arrivati in nazionale maggiore, e questo vuol dire che abbiamo individuato il loro estro anche grazie al metodo avviato e impostato da Arrigo Sacchi che si è rivelato un progetto ben studiato e di successo. Sul boom del millenials che si registra (parliamo del 2000, quelli nati con lo smart phone in mano posso dirvi che negli ultimi anni c’è stato un ritorno a un calcio più tecnico e manovrato nei settori giovanili; nelle nuove generazioni vedo molto più talento che forza fisica, si insiste più sul possesso che sulla tattica, si insegna a non buttare via la palla.Si ritorna a perfezionare il gesto tecnico”.

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