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Albenga, l’ultima inaugurazione di Giorgio Cangiano: “Spero che il mio successore continui le cose buone che ci sono”

"I risultati nel sociale mi hanno riempito il cuore di gioia, auguro al mio successore di finire il mandato"

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Albenga. “Quella di oggi è la mia ultima inaugurazione. E’ bello che sia legata a un evento fantastico come Fior d’Albenga, che veramente rende questa già meravigliosa città uno dei borghi più belli d’Italia. Taglierò questo ultimo nastro con un po’ di emozione, però sono felice di concludere con una manifestazione così bella e voluta, a cui tutta la città ha partecipato con grande gioia”. E’ emozionato e non lo nasconde, Giorgio Cangiano, alla sua ultima “uscita” da sindaci di Albenga. Poco prima di dare il via ufficialmente a Fior d’Albenga si racconta, tracciando un bilancio personale di questi cinque anni alla guida del Comune.

Fior d'Albenga 2019

“E’ stato bello e affascinante – rivela – Ho messo tutto il mio impegno in questi 5 anni, e mi fa piacere aver contribuito sicuramente a migliorare la situazione della città sia dal punto di vista economico che da quello della pulizia, degli interventi eseguiti e delle tantissime iniziative ed eventi che siamo riusciti a organizzare. Ora ho scelto di non ricandidarmi come sindaco visti i miei impegni lavorativi: non ho mai voluto vivere di politica, ma del mio lavoro”.

Una scelta che qualcuno ha interpretato come un passo indietro, per cui la domanda diventa: tornasse indietro, Cangiano si ricandiderebbe a sindaco? “Sì, lo rifarei – risponde senza tentennamenti – Sono contentissimo di aver fatto questa scelta: chiaramente ha comportato impegno, difficoltà e pensieri ma la rifarei. La scelta ora di continuare insieme ad altre persone a dare il mio contributo dimostra che è bello anche fare qualcosa, perché poche cose sanno darti gioia come riuscire a fare qualcosa per la tua città. L’importante è che Albenga possa continuare a migliorare”.

Non tutto è stato semplice, anzi: “La scelta più complicata è stata quella del polo scolastico – confida Cangiano – Abbiamo ottenuto un finanziamento di 10 milioni con cui riusciremo a fare una scuola innovativa nella caserma Turinetto, però qui si è proprio capito quanto purtroppo la burocrazia in questo Paese rallenti le iniziative. Noi abbiamo già i soldi ma dobbiamo fare tutta una serie di passaggi, ora finalmente partirà la gara ma avrei voluto dare il via ai lavori già nel mio mandato. So che il lavoro verrà fatto, ma mi sarebbe piaciuto iniziarlo io…”.

Molti di più, comunque, i ricordi piacevoli. “Le scelte più felici? Tante, ad esempio quelle legate alla pulizia della città o al sociale” spiega Cangiano, che fa qualche esempio: “L’aver aperto ‘Nonunomeno’, aver dato una casa ai ragazzi dell’Adso… tante cose che mi hanno riempito il cuore di gioia perché vedere certe risultati fa piacere. E soprattutto – rimarca – aver concluso il mandato, cosa che ad Albenga sono riusciti a fare pochi sindaci, e averlo fatto con un gruppo di amici. Riuscire a finire il mandato è una cosa che auguro a chiunque sarà il mio successore, perché è importante avere 5 anni per riuscire a completare alcune cose. Anzi servirebbe più tempo”.

“Credo sia decisivo avere un gruppo di persone coese e che faccia valutazioni nell’interesse della città – prosegue – poi non sempre sono giuste, ma se vengono fatte per la città alla fine un accordo si trova sempre. Siamo consapevoli che Albenga è una città complessa, dove ogni problematica va affrontata con la disponibilità a sentire le persone e a confrontarsi con tante realtà diverse: solo così si riesce ad andare avanti e a fare le scelte migliori”.

Cangiano conclude con un appello: “Al mio successore dirò di continuare le cose che ci sono, ce ne sono molte che stanno per partire. Io l’ho fatto. Secondo me l’errore più grosso è interrompere le cose che ci sono solo perché le ha fatte un’altra amministrazione: se ci saremo noi le continueremo, spero nel caso lo facciano anche gli altri”.

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