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Albenga, Ciangherotti e Perrone (FI): “Il battistero patrimonio dell’Unesco”

"A questo progetto il gruppo di 'Albenga Vince' sta lavorando alacremente"

Albenga. Il battistero di Albenga patrimonio dell’Unesco. E’ questa la richiesta che arriva da Eraldo Ciangherotti, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale e consigliere provinciale, e dalla sua collega Ginetta Perrone.

“Sono anni che si parla di richiedere all’Unesco di inserire il battistero di Albenga tra i siti dichiarati Patrimonio dell’Umanità. Una richiesta che rappresenta il culmine delle nostre battaglie di Forza Italia per valorizzare il patrimonio culturale, storico e monumentale di Albenga. Una richiesta che poggia su solide basi, giacché la struttura fa parte delle testimonianze dell’epoca storica tardo romana-alto medievale della città di Albenga e del suo vasto territorio e indica lo stretto legame che vi era all’epoca con la città di Milano”.

“Il battistero è considerato uno dei monumenti paleocristiani più noti e conosciuti dell’Italia settentrionale, di sicuro è uno di quelli meglio conservati e maggiormente significativi della diffusione del Cristianesimo da Roma al resto d’Europa. L’edificio fa parte delle testimonianze dell’epoca storica tardo-antica e paleocristiana della città di Albenga e del suo vasto territorio e indica lo stretto legame che vi era all’epoca con la città di Milano. Il battistero è considerato uno dei monumenti paleocristiani più noti e conosciuti dell’Italia settentrionale, di sicuro è uno di quelli meglio conservati e maggiormente significativi della diffusione del Cristianesimo da Roma al resto d’Europa. L’edificio, situato nel cuore del centro storico ingauno, adiacente al palazzo vecchio del Comune e alla cattedrale di San Michele Arcangelo, esternamente presenta una pianta decagonale, mentre l’interno è ottagonale e conserva preziosi elementi quali due tombe ad arcosolio, poste all’ingresso, e chiudende in pietra lavorata alle finestre databili all’alto medioevo, con caratteristiche di decorazione tipiche dell’arte longobarda”.

“Su ogni lato del perimetro ottagonale interno s’innalzano arcate sostenute da colonne in granito di Corsica, con capitelli corinzi e pulvini, che definiscono le relative otto nicchie, alternativamente quadrangolari e semicircolari, una delle quali è coperta da un pregevolissimo mosaico realizzato alla fine del V secolo, unico conservato nell’Italia settentrionale, escludendo Ravenna. Seguendo la simbologia, il perimetro ottagonale riporta al numero otto, sacro della Risurrezione: Gesù resuscitò il giorno ottavo, e nel battistero questo numero si trova simboleggiato più di 100 volte. Gli otto archi che inquadrano le nicchie formano l’imposta del tamburo: fino al XIX secolo questo era coperto da una cupola in muratura con una struttura di tradizione romana alleggerita da anfore vuote. Ritenuta erroneamente opera tardo-medievale, fu demolita nel 1900 e sostituita dall’ attuale copertura lignea. Le anfore ritrovate si possono vedere esposte nelle nicchie interne a fianco dell’ingresso. Al centro della sala è presente l’originaria vasca ottagonale usata per il rito del Battesimo, mentre in due nicchie laterali sono invece conservati il fonte battesimale in marmo del XVI secolo e un altro di epoca medioevale su cui s’intravede ancora un affresco ritraente il Battesimo di Gesù”.

“Mettere il battistero solo l’ala del patrimonio dell’umanità Unesco sarebbe oltre che un valore aggiunto per il turismo culturale e di qualità di Albenga anche un atto di giustizia tenendo conto che il battistero di Ravenna (costruito nello stesso periodo e accomunato con il monumento paleocristiano di Albenga per bellezza e importanza) è stato riconosciuto patrimonio Unesco più di venti anni fa. A questo progetto il gruppo di ‘Albenga Vince’ sta lavorando alacremente perché vuole che finalmente si passi dalle tante parole ai fatti ed è fortemente intenzionato a far si che diventi realtà nella prossima legislatura, sia, come auspichiamo, in caso di vittoria dell’alleanza che appoggia Gero Calleri sindaco alla prossima tornata elettorale, sia torni alla guida di Albenga, e sarebbe una iattura, il centrosinistra. E’ ovvio che per arrivare a questo prezioso progetto si chiederà la collaborazione dei numerosi studiosi presenti sul territorio e si sfrutteranno tutte le conoscenze possibili. Programmando per i prossimi cinque anni un mix tra cultura, storia, monumenti, musei, mare, commercio di qualità, eccellenze enogastronomiche e una promozione mirata a livello non solo nazionale si riuscirà a far entrare Albenga in un circuito turistico di altissimo livello”.

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