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Alassio, via libera del consiglio comunale: il Comune di Albenga entra ufficialmente in Sca

Melgrati: “Un valore aggiunto, costituisce massa critica importante nell'ambito del Consorzio Provinciale”

Alassio. Il consiglio comunale di Alassio approva l’entrata del Comune di Albenga in Sca. È questa la novità emersa al termine dell’ultima seduta del parlamentino alassino, che si è riunito nella tarda mattinata odierna (3 aprile 2019).

Con 17 favorevoli e 3 astenuti il punto all’ordine del giorno è stato approvato, sancendo così di fatto l’ingresso del comune albenganese nella società, di cui fanno già parte i Comuni di Alassio, Laigueglia e Villanova.

“Il fatto che Albenga voglia entrare nella Sca è un valore aggiunto, costituisce massa critica importante nell’ambito del Consorzio Provinciale, – ha dichiarato il sindaco Marco Melgrati. – Dopo Savona è il comune più importante e porta con sé anche la futura adesione dei comuni dell’entroterra. Quando andremo a parlare per tutto il comprensorio albenganese che avrà sempre una percentuale piccola, il 17,50 per cento, ma una forza determinata dai numeri, dalle teste, dai sindaci e un peso politico non indifferente rispetto a quello attuale”.

“E’ stato un lavoro sottile, sofferto, per il quale ringrazio Emanuela Preve e Adriano Baldini. Non è stato così automatico mettere d’accordo tutti. Ma quella che approviamo oggi è una grande conquista. Aggiungo inoltre che la Corte dei Conti non dà pareri preventivi, ma valuta a posteriori”.

“Il passaggio del finanziamento dei 50mila euro che è stata valutata dai consulenti serve alla seconda delibera (quella relativa alla raccolta rifiuti) che del tutto casualmente portiamo oggi in discussione. Avremmo potuto prendere fondi differenti, ma ci è sembrato un equo passaggio contabile. Non un artificio, ma un’operazione assolutamente corretta. Mi spiace l’astensione dei consiglieri di minoranza”, ha concluso il primo cittadino.

“Le quote di partecipazione di Albenga nella Sca non sono connesse con il futuro contratto di servizio. Un conto è entrare nelle quote, un altro è il contratto di servizio che verrà sottoscritto successivamente che andrà calibrato sulla base del servizio offerto al Comune di Albenga. Non ci sono fonti idriche in mano ai privati. Le fonti sono intestate ai Comuni”, ha aggiunto l’assessore Macheda.

Dubbi e perplessità sono però stati palesati dalle minoranze. In particolare da parte del gruppo “Alassio Volta Pagina”, per voce del consigliere Parascosso, che ha dichiarato: “Abbiamo dubbi sulla dinamica dell’operazione. Prima di quantificare la quota sarebbe opportuno capire come viene regolamentata, quali condizioni di servizio andiamo ad attuare nell’ambito della compagine societaria. Albenga ha un numero di utenze elevate, per contro la quota societaria non lo è. Con riferimento ai servizi che Albenga avrà da Sca per la gestione dell’acquedotto e della depurazione: questi sono elementi che avremmo dovuto definire meglio prima della definizione della quota e dell’ingresso del Comune di Albenga in Sca”.

“La  gestione pubblica dovrà essere totalmente pubblica: mi risulta che il comune di Albenga abbia rapporti con soggetti privati che detengono fonti e pozzi e che hanno portato allo stesso comune un grosso debito (8/9 milioni di euro). Non possiamo dichiararci favorevoli, anche in forza di un parere ‘favorevole ma con riserva’ da parte dei revisori dei conti. Non sarebbe stato meglio richiedere un parere consuntivo alla Corte dei conti su questa operazione? Sarebbe stata sicuramente una misura cautelare”, ha concluso.

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