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Alassio, dai privati al servizio pubblico “in house” con Sat: rivoluzione nella raccolta rifiuti

Melgrati: “Scopo è dare un servizio non fare utili: con addetti, mezzi e servizi inferiori a quelli che dovrebbero essere”

Alassio. Consiglio comunale questa mattina (3 aprile 2019) ad Alassio, due due punti all’ordine del giorno, uno dei quali relativo al “Piano d’area omogenea della provincia di Savona per la gestione dei rifiuti – individuazione del comune di Albenga quale ‘comune capofila’ del bacino di affidamento Ponente e autorizzazione al medesimo comune per la modalità di affidamento del servizio gestione dei rifiuti”.

Con 12 voti favorevoli, 2 contrari e 3 astenuti, l’amministrazione comunale alassina ha deciso di stoppare l’attuale gestione privata (affidata fino al mese di luglio 2019 ad Alassio Ambiente) e di puntare sul servizio “in house” con l’acquisizione di 50 mila euro di quote dell’azienda con sede a Vado Ligure.

“La Provincia di Savona, – ha spiegato il sindaco Marco Melgrati, – è stata divisa in tre Ato e l’assemblea dei sindaci è stata chiamata a stabilire il sistema di affidamento della raccolta dei rifiuti e spazzamento per il subambito 3 dell’Ato rifiuti. Questa assemblea poteva scegliere su tre possibilità: gara pubblica per affidamento a privati, società mista con gara per definizione del partner privato; e l’in house providing, società totalmente pubblica”.

“L’assemblea dei sindaci si è espressa favorevolmente alla gestione in house providing e in questo senso il Comune di Alassio si sta muovendo. Oggi individuiamo il comune di Albenga come comune capofila dell’ato, come peraltro indicato dalla quasi totalità (solo un voto contrario) dall’Assemblea dei sindaci”.

Tanti i dubbi sollevati dalle minoranze (in particolare dai consiglieri Paradosso, Schivo, Canepa e Rossi), in relazione soprattuto alle tempistiche sulla discussione della materia, ma anche agli effettivi benefici in termini di costi preventivati per i cittadini.

Dubbi ai quali ha risposto lo stesso primo cittadino che ha spiegato i motivi che hanno portato la giunta ad optare per questa linea: “Portiamo questa proposta oggi perché abbiamo vincoli di tempo dettati dalla Provincia di Savona che ha dato un termine che non può essere spostato. Negli ultimi tempi, abbiamo avuto brutte esperienze, che hanno nel core business il trarre il massimo lucro dalle operazioni. L’in house providing siamo noi, sono i comuni stessi che fanno il servizio per loro stessi e se mi accorgo se non funziona intervengo subito. Il mio scopo è dare un servizio non fare utili, non speculo sul servizio: con addetti, mezzi e servizi inferiori a quelli che dovrebbero essere”.

“Quella che affrontiamo oggi è una delibera che è già stata rettificata dall’assemblea dei sindaci. Ma non c’entra con il nostro sistema di gestione che deriva peraltro dal fallimento di una gestione della differenziata dell’ultimo anno e mezzo per la quale basterebbe citare un dato su tutti: il comune di Alassio, a differenza di Albenga per esempio, paga la discarica: non c’è interesse a differenziare, tanto ‘paga Pantalone’”.

“Vi assicuro che quando andremo a discutere sul sistema e sul dettaglio della nuova raccolta differenziata la minoranza sarà coinvolta e responsabile insieme a noi di quanto deciso”, ha concluso Melgrati.

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