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Alassio, bimbi e studenti dell’Alberghiero adottano i nonni della residenza protetta foto

Il progetto elaborato dall’animatrice Michela Pusceddu

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Ad Alassio i bimbi delle elementari e gli studenti dell’Istituto Alberghiero hanno da tempo ‘adottato’ i nonni ospiti della Residenza protetta “Dott. Giacomo Natale”, gestita dal gruppo “Sereni Orizzonti”.

Il progetto elaborato dall’animatrice Michela Pusceddu si propone l’obiettivo di mantenere e stimolare le capacità residue degli ospiti della struttura, aiutandoli a non chiudersi in se stessi e facendo loro comprendere che possono essere ancora utili alla comunità. Al tempo stesso regala ai bimbi e soprattutto ai giovani la preziosa opportunità di interagire con un mondo spesso sconosciuto e che li aiuterà a diventare adulti rispettosi e consapevoli.

Prima di poter incontrare gli ospiti, bambini e studenti hanno dovuto frequentare un piccolo corso di formazione tenuto dalla psicologa della struttura Raffaella Chioccola. Sono stati così preparati a relazionarsi con ospiti affetti da malattie degenerative a livello sia fisico sia cerebrale (come la demenza senile e l’Alzheimer, che portano a situazioni di non collaborazione o a repentini cambi di umore).

Ieri pomeriggio gli alunni della terza B della Scuola primaria statale di Alassio sono stati condotti nella Residenza di “Sereni Orizzonti” per partecipare con gli ospiti a un’animata e festosa ‘caccia’ alle uova pasquali di cioccolato, seguita da altri giochi e da una ricca merenda. Nel salone della struttura sono ormai di casa: già in altre occasioni hanno incontrato i nonni ‘adottati’ per recitar poesie, cantare canzoni oppure svolgere insieme a loro lavori manuali e attività ricreative.

Gli studenti dell’adiacente scuola alberghiera propongono invece tutti i venerdì un vero e proprio corso di cucina – per e insieme agli anziani – con la realizzazione di merende, dolci tipici e pranzi a tema in occasione di Natale, Halloween, Carnevale, San Valentino e di tutte le feste mensili dei compleanni. Tutte le ricette tengono ovviamente conto delle possibili patologie degli ‘allievi’, come il diabete e la disfagia. In tutte queste occasioni gli studenti provvedono anche alla distribuzione di drink analcolici ma soprattutto dell’ingrediente più importante: la compagnia allegra e spensierata a persone spesso malate e che attendono queste occasioni per spezzare la loro solitudine.

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