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Varazze 2019, l’offerta del Pd: “Pronti a sostenere Bozzano a queste condizioni”

Nel 2014 il rifiuto di candidarlo a sindaco causò una spaccatura: ora pronti a ricucire ma solo con "un salto di qualità nella programmazione"

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Varazze. “Intendiamo verificare se esistano le condizioni per una convergenza con la lista espressa dall’attuale maggioranza e sulla ricandidatura del sindaco Bozzano, a seguito della quale la partecipazione degli aderenti e di chi si riconosce nel PD possa essere sostenuta in modo convinto dal circolo”. Nuova mossa nel risiko delle elezioni comunali di Varazze: la sezione locale del Partito Democratico è pronta ad appoggiare l’attuale primo cittadino.

La trattativa era in corsa da tempo, ma ora l’offerta è ufficiale. E così Bozzano potrebbe essere il candidato di riferimento del Pd cinque anni dopo il “gran rifiuto” dei dem: nel 2014 preferirono Marilena Ratto, convincendo il respinto Bozzano a correre da solo con una sua lista (civica, sebbene con l’appoggio dietro le quinte di parte del centrodestra). Una scelta col senno di poi rivelatasi sbagliata, e così ecco che il “figliol prodigo” Bozzano potrebbe tornare nelle grazie del Pd.

Certo, ci sono delle condizioni. “Pur ritenendo che i caratteri e i contenuti dell’azione amministrativa dell’attuale maggioranza richiedano delle innovazioni e dei correttivi – ammettono dal circolo locale – riteniamo che vi siano in essa requisiti di capacità e continuità amministrativa, risorse umane e potenzialità di arricchimento dell’azione di governo che non si riscontrano nel raggruppamento antagonista che si sta formando in queste settimane, la cui eterogeneità e precarietà di motivazioni non sembra garantire sviluppi positivi dell’iniziativa di governo e di successo elettorale”. Il riferimento è al gruppo (anche qui ufficialmente civico, ma in orbita centrodestra) che proprio oggi ha annunciato la candidatura di Enrico Caprioglio.

“Come base di una possibile convergenza – spiega il Pd – esprimiamo proposte a livello di metodo di governo e di amministrazione, che riguardano la capacità di confronto con le associazioni delle categorie impegnate nelle attività commerciali e turistiche, e la valorizzazione del consiglio comunale come organo che garantisce la partecipazione e l’ascolto dei cittadini”. Sul piano dei contenuti invece, è il monito dei democratici, “è necessario un salto di qualità della capacità di gestire la programmazione e la pianificazione, riportando i singoli obiettivi ad una visione coerente e efficace di insieme, questo per consentire non solo la sinergia tra i diversi progetti, ma per cogliere possibilità di finanziamenti regionali, nazionali e europei”. Una critica, quella relativa alla scarsa programmazione, che accomuna il Pd agli schieramenti rivali.

“Il terzo livello, per molti motivi preliminare per consentire una convergenza, riguarda il metodo di gestione della coalizione civica da costituire, in modo che il carattere civico non sia di facciata, ma la caratteristica sostanziale della proposta amministrativa – avvertono dal partito – In primo luogo, i referenti del sindaco e dei consiglieri devono essere in sede locale, tra i cittadini che danno vita e sostengono la lista, indipendenti dalle singole forze politiche. Questo può essere ottenuto dando vita un Osservatorio permanente o a una Consulta di coalizione, che abbia tra i propri compiti la Rendicontazione annuale ai cittadini dello stato di attuazione del programma e della verifica della sua efficacia. Inoltre va garantita l’effettiva autonomia dell’amministrazione nei rapporti con gli altri enti, affinché le scelte siano determinate non dagli schieramenti, ma dalla bontà delle proposte”.

Infine è necessario, concludono, “che alla base della costituzione della lista e della proposta di amministrazione ci sia una adesione esplicita, senza ambiguità e reticenze, al testo e allo spirito, in tutte le sue parti, della Costituzione italiana, la massima espressione del civismo che si sia mai realizzata nel nostro Paese”.

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