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Suolo pubblico a Loano, le minoranze: “Decisioni prese su parere di pochi esercenti, manca un piano commerciale”

"Ci è stata raccontata la favoletta del referendum 'consultivo' effettuato per il tramite di un’associazione assolutamente non rappresentativa dell’intero tessuto commerciale loanese"

Loano. In una nota congiunta, i consiglieri dei gruppi di minoranza di LoaNoi e Pd/Da sempre per Loano esprimono la loro contrarietà alle modifiche al regolamento per l’occupazione di suolo pubblico approvate due giorni fa dal consiglio comunale loanese.

Tra le novità, il divieto di posizionare stendini, griglie ed espositori al di fuori delle attività e, per le attività alimentari, la possibilità (nel periodo invernale) di chiudere i dehors con tamponature laterali in vetro, senza l’ausilio di tende a rullo, mantovane o altri apparati; nel periodo estivo, cioè da maggio a settembre, è invece ribadito l’obbligo di rimuovere le tamponature, pena pesanti sanzioni che possono arrivare fino alla revoca della concessione.

“Le minoranze da sempre sono state a favore della ricerca del decoro del centro storico – spiegano Paolo Gervasi, Patrizia Mel, Daniele Oliva, Gianni Siccardi e Giulia Tassara – E lo hanno fatto in tempi non sospetti, lamentando innanzitutto l’assenza di un serio piano commerciale, assenza alla base del proliferare di attività despecializzate. Non più tardi di 15 giorni fa siamo stati messi di fronte al fatto compiuto: una specie di testo unico che accorpa nuove norme e lascia invariati errori e refusi (perché in un anno e mezzo, tanto è stato il tempo dedicato ad effettuare un lavoro parziale) non c’è stato il tempo materiale di correggere errori e riferimenti a date che si perdono nella notte dei tempi”.

“Ci è stata raccontata la favoletta del referendum ‘consultivo’ effettuato per il tramite di un’associazione assolutamente non rappresentativa dell’intero tessuto commerciale loanese. Si è trattato di un referendum parziale (nel regolamento ci sono prescrizioni che non troveranno certo il favore degli ignari esercenti) che ha riguardato solo un aspetto (quello del decoro, problematica del tutto sconosciuta all’amministrazione da 10 anni a questa parte) che, in maniera pilatesca l’amministrazione ha voluto far decidere (o ha voluto far credere di far decidere) alle categorie produttive per togliersi ogni responsabilità”.

“Come minoranza abbiamo semplicemente chiesto di uniformare per tutte le categorie la data di avvio delle prescrizioni contenute nel regolamento dando al tutte le attività la stessa possibilità di adeguarsi ed organizzarsi”, concludono i consiglieri di minoranza loanesi.

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