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“Sono ambasciatore terrapiattista, non pago il treno”: 37enne savonese blocca un Intercity per 40 minuti

Insieme a tre "colleghi" ha rifiutato di fornire la carta d'identità: "Il controllo è un attacco a uno Stato libero, perseguibile dalla Corte Mondiale"

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Savona. “Siamo terrapiattisti, ambasciatori fuori da ogni giurisdizione. Siamo ‘Stati’, il vostro controllo è quindi un attacco ad uno Stato libero ed è perseguibile dalla Corte Mondiale“. Questa è la risposta che si sono sentiti dare prima un controllore di Trenitalia e poi i carabinieri nel corso di un normalissimo controllo dei biglietti da parte di quattro persone classificatesi come “terrapiattisti”: tra loro anche una 37enne di Savona.

L’incredibile episodio risale a lunedì, e a raccontarlo è la “Provincia Pavese”. La donna, insieme a tre “colleghi” uomini di Verona, Ancona e Messina, viaggiava a bordo dell’Intercity Milano-Ventimiglia quando, all’altezza di Certosa, è arrivato il controllore. I quattro, invece di esibire un titolo di viaggio, hanno sostenuto di non essere tenuti al pagamento del biglietto: “Siamo soggetti di diritto internazionale, ambasciatori diplomatici fuori da ogni giurisdizione“. E quanto l’esterrefatto controllore ha chiesto loro la carta d’identità, i terrapiattisti hanno esibito invece quattro tesserini plastificati con la scritta “Documento di autodeterminazione”.

Naturale pensare ad uno scherzo o a un episodio goliardico, ma l’atteggiamento dei quattro era al contrario molto serio e convinto: inevitabile a quel punto l’intervento dei carabinieri, avvisati dalla Polfer. Anche davanti ai militari, però, l’atteggiamento non è cambiato: “Non abbiamo motivo di portare con noi le carte d’identità, siamo cittadini del mondo“. Anzi, “questo controllo è da considerarsi un attacco a uno Stato libero perseguibile dalla Corte Mondiale” perché, hanno spiegato, ognuno di loro era “Stato” di se stesso.

Una presa di posizione che, di fatto, ha paralizzato l’Intercity per 40 minuti. Alla fine i quattro sono stati fatti scendere e portati in caserma, dove i militari hanno proceduto all’identificazione prima di lasciarli andare. Secondo le forze dell’ordine non erano sotto l’effetto di droghe o alcolici, ma anzi lucidi e convinti. Alla fine sono stati denunciati per interruzione di pubblico servizio e per il rifiuto di dare le loro generalità.

Sconosciuta, al momento, l’identità dell’ambasciatrice savonese dei terrapiattisti, almeno finché non deciderà di uscire allo scoperto e annunciarsi ai concittadini.

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