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Savona, passa l’ordine del giorno contro il Ddl Pillon: il plauso di Rifondazione

"Il consiglio comunale ha colto in modo trasversale la dimensione anacronistica del disegno di legge"

“Savona dice un no secco ad un disegno di legge di matrice leghista che giorno dopo giorno mostra sempre di più la sua natura medievale, perché diversamente non si potrebbe definire”. Così Fabrizio Ferraro, segretario provinciale Rifondazione Comunista, e Maurizia Nichelatti, responsabile provinciale per i diritti civili e le politiche di genere del Prc, commentano l’esito della discussione relativa all’ordine del giorno presentato dai gruppi di minoranza di Pd, “Rete a Sinistra-Savona che vorrei” e “Noi per Savona” per richiedere all’amministrazione un impegno per il ritiro del disegno di legge Pillon e per la promozione di “iniziative di sensibilizzazione per tenere alta l’attenzione su questi temi, nell’ottica di un avanzamento sulle politiche della famiglia, dei diritti delle donne e dei minori, di contrasto alla violenza di genere”.

“Nell’ultimo consiglio comunale, alla presenza delle Ancelle con mantello rosso e copricapo, i gruppi di minoranza di ‘Rete a Sinistra – Savona che vorrei’, Partito Democratico e ‘Noi per Savona’ hanno presentato un ordine del giorno contro il disegno di legge numero 735, depositato presso la commissione giustizia del Senato e meglio conosciuto come disegno di legge Pillon. Tale proposta, partendo dal principio di bigenitorialità perfetta, ridisegna in realtà il ruolo della donna nella società italiana fingendo una parità di diritti e di opportunità lavorative che nulla hanno a che vedere con la realtà di altri Paesi europei. La visione arcaica della famiglia e del rapporto uomo/donna di Pillon nega qualsiasi forma di autodeterminazione della donna, cancellando con un colpo di spugna tutte le civilissime conquiste degli anni ’70 e riproponendo ruoli di uomo padre/ padrone e donna moglie/madre/angelo del focolare, pre-femminismo anni ’60”.

“Un’impostazione del genere non può essere accetta, perché in ballo c’è una questione di civiltà. E infatti l’ordine del giorno è stato approvato grazie anche al voto favorevole dei consiglieri 5 Stelle, di una parte della maggioranza e del sindaco Ilaria Caprioglio, lasciando completamente isolata la Lega. Il consiglio comunale ha colto in modo trasversale la dimensione anacronistica del disegno di legge, in quanto giustamente percepita come lesiva della dignità femminile e sorda ai veri bisogni dei bambini. Riteniamo inoltre significativo e molto apprezzabile l’intervento del sindaco Caprioglio, che con una disamina di parti del decreto ha evidenziato l’impossibilità di eventuali modifiche e la necessità di una netta bocciatura”.

“Rifondazione Comunista plaude a quanto avvenuto ieri durante il consiglio e ritiene che sia necessario, al posto del retrogrado decreto Pillon, la ricostruzione di una cultura rispettosa dei bisogni e dei diritti di donne, bambini, uomini e padri per una società più giusta e adeguata ai tempi”.

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