IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Regione, Rossetti (Pd) presenta un ordine del giorno per chiedere a governo di rilanciare edilizia

"Servono grandi opere"

Regione. “La giunta regionale lavori attivamente per portare al governo il grido d’allarme dei sindacati degli edili, affinché venga attivata una politica industriale in grado di dare sviluppo all’intera filiera delle costruzioni (cantieri da sbloccare, grandi opere da realizzare), combattere il dissesto idrogeologico e applicare il contratto di lavoro nazionale”. È questa la richiesta contenuta nell’ordine del giorno che il consigliere regionale del Pd ligure Pippo Rossetti presenterà ‘fuori sacco’ domani mattina in aula (per essere votato direttamente dovrà essere firmato da tutte le forze politiche). L’odg dell’esponente del Partito Democratico nasce a seguito dell’adesione dei sindacati liguri degli edili allo sciopero generale del 15 marzo prossimo.

“Circa 500 i lavoratori liguri – spiega Rossetti – and ranno a Roma il 15 marzo in occasione dello sciopero generale delle costruzioni proclamato dai sindacati Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, per rappresentare la gravissima situazione di un comparto che, negli ultimi 10 anni, ha perso 600 mila posti a livello nazionale e 7 mila solo in Liguria, una regione da cui sono sparite circa 4 mila imprese. Ma se non partono le grandi opere nel nostro territorio rischiano di perdere il lavoro altri 100 addetti più 400 nell’indotto. Tra queste grandi opere, le più importanti sono la Gronda e il completamento del nodo ferroviario”.

Rossetti ricorda come nel 2018, in Liguria, il settore dell’edilizia non abbia dato segnali di ripresa. “C’è stata una sostanziale tenuta nelle province di Imperia e Savona – continua il consigliere del Pd – mentre si è verificato un forte calo sia alla Spezia sia nell’area genovese, con 400 addetti in meno in dodici mesi. Su tutto il territorio ligure la media dei posti di lavoro persi in questo settore è del 40 per cento. Circa 1500 persone, dopo aver perso il lavoro, inoltre, sono state costrette a trasformarsi in artigiani con finta partita Iva o con contratti più economici: una situazione sempre più grave alla quale il gGoverno deve dare al più presto delle risposte”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.