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Reddito di cittadinanza, niente code nel savonese. Poste: “Flusso regolare di domande”

In Provincia di Savona sono circa 9 mila i potenziali beneficiari

Provincia. Le temute resse davanti agli uffici postali o ai Caf del savonese non ci sono, almeno per ora, nel primo giorno in cui è possibile presentare la richiesta per il Reddito di Cittadinanza.

Situazione tranquilla anche nelle principali località della provincia, come a Savona o ad Albenga. Secondo le stime elaborate dalla Cgil di Savona sono circa 8-9 mila i potenziali beneficiari del cosiddetto “bancomat di Stato”.

Il Reddito di Cittadinanza, disciplinato dal decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, è un sostegno per famiglie in condizioni disagiate finalizzato al reinserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale. Consiste in un beneficio economico accreditato ogni mese sulla Carta RdC, una nuova carta prepagata, diversa da quelle rilasciate per altre misure di sostegno.

“Non c’è stato un boom di domande ne uffici a livello provinciale presi d’assalto. Domande ne sono arrivate, ma con flusso regolare ad ora e senza eccessi. Le ‘somme’ saranno tirate a fine giornata” fanno trapelare questa mattina da Poste Italiane, descrivendo la situazione nel savonese.

“Stamattina mi sono recata nella sede di via Au Fossu verso le 8.45 – è la testimonianza di una lettrice – per chiedere informazioni in merito alla presentazione della domanda per il reddito di cittadinanza. In realtà, viste le previsioni, mi sarei accontentata di leggere i cartelli… invece l’ufficio era stranamente vuoto! C’era una guardia, una gentile signora che mi ha chiesto se avevo già presentato l’ISEE, se avevo carta d’identità e codice fiscale, non importava se avessi la domanda già compilata; mi ha indicato lo sportello, ho risposto al questionario…fatto! Prima delle 9 ho presentato la mia domanda. Stupefacente”.

Cos’è e come funziona il reddito di cittadinanza. Il reddito di cittadinanza consiste in un beneficio economico (si chiama pensione di cittadinanza per i cittadini over67) destinato a cittadini italiani e dell’Unione Europea, stranieri con permesso di soggiorno a tempo indeterminato, stranieri titolari del diritto di soggiorno o diritto di soggiorno permanente, familiari di un cittadino italiano o dell’Unione Europea. Il richiedente deve essere residente in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 anni in modo continuativo.

La domanda si può presentare: in modalità cartacea, presso gli uffici postali avvalendosi del modello di domanda predisposto dall’Inps, da ogni giorno 6 del mese a partire da questo 6 marzo. La raccolta delle domande avverrà anche presso i Caf. Al momento della domanda bisogna aver presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica (Dsu) ai fini Isee.

Dopo aver presentato domanda, si deve: a) attendere la comunicazione dell’Inps di accoglimento o rigetto tramite e-mail e/o sms ai recapiti indicati dal richiedente nel Modello di domanda; b) in caso di accoglimento, attendere la successiva comunicazione di Poste in cui viene fissato l’appuntamento per recarsi all’ufficio postale a ritirare la Carta Rdc ed il relativo Pin. La carta sarà intestata al richiedente e non è possibile avere più carte; c) entro 30 giorni dalla mail o da sms di Inps che comunica l’accoglimento della domanda, tutti i componenti il nucleo devono rendere la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro (Did). I componenti del nucleo devono rendere la Did entro 30 giorni dall’accoglimento della domanda. Al momento, la Did può essere resa: presso i Centri per l’impiego o i patronati convenzionati con l’Anpal.

Il nucleo familiare del richiedente può possedere redditi e patrimoni, ma entro i limiti previsti, come ad esempio: patrimonio immobiliare non oltre 30 mila euro senza considerare la casa di abitazione; patrimonio finanziario non superiore a 6.000 euro, incrementabili in base alla composizione del nucleo. No ad auto acquistate 6 mesi prima della richiesta, no ad auto o moto di grossa cilindrata, no a barche o yacht.

Il nucleo familiare può percepire il Reddito o la Pensione di cittadinanza anche qualora tutti i suoi componenti siano percettori di Naspi.

Quanto vale. Il beneficio economico sia per il Reddito di cittadinanza sia per la Pensione è dato dalla somma di una componente ad integrazione del reddito familiare (quota A) e di un contributo per l’affitto o per il mutuo (quota B), entrambe calcolate dalla procedura Inps sulla base delle informazioni rilevate dall’Isee e presenti nel modello di domanda. Nello specifico: La quota A, ossia l’integrazione al reddito, può arrivare fino ad un massimo di 6.000 euro annui in caso di Reddito di cittadinanza (oppure di 7.560 euro in caso di Pensione) e viene calcolata tenendo conto del numero e della tipologia di componenti il nucleo (esempio maggiorenni e minorenni). La quota B, in caso di locazione della casa di abitazione, non può essere superiore a 3.360 euro annui pari a 280 euro mensili per il Rdc (oppure fino ad un massimo di 1.800 euro annui pari a 150 euro mensili per la Pdc). In caso di mutuo della casa di abitazione,la quota B è al massimo pari a 150 euro mensili sia per Rdc che per Pdc. In ogni caso, complessivamente, non si potrà percepire un importo inferiore a 480 euro annui. Il valore dell’Isee (Ordinario oppure Isee Corrente, qualora presente) dovrà comunque essere inferiore a 9.360 euro.

La carta Rdc si può utilizzare per: fare alcune spese di beni di consumo; pagare utenze; prelevare mensilmente contanti pari a 100 euro moltiplicati per la cosiddetta “scala di equivalenza” che è un parametro in base al numero e alla tipologia dei componenti la famiglia (esempio se il parametro della scala di equivalenza è pari a 2,1 il massimo che si può prelevare è 210 euro); effettuare un solo bonifico mensile per il pagamento del canone di locazione della casa di abitazione del nucleo familiare; effettuare un solo bonifico mensile per il pagamento della rata del mutuo della casa di abitazione del nucleo. La Carta Rdc non si può utilizzare per giochi che prevedono vincite in denaro. Il beneficio del Rdc è riconosciuto per la durata di 18 mesi ma occorre prestare attenzione a non incorrere in cause che ne comportino la decadenza. Può essere rinnovato per ulteriori 18 mesi previa sospensione dell’erogazione del beneficio di un mese prima di ciascun rinnovo. La sospensione non è prevista per la Pdc che quindi si rinnova in automatico.

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