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Privatizzazione ospedali, Viale ad Albenga rassicura: “Cittadini non hanno nulla da temere”

"Stiamo lavorando bene e con buoni risultati anche sulle pubbliche assistenze e sui centri salute"

Albenga. Questa mattina (lunedì 4 marzo 2019), presentazione ufficiale del candidato sindaco del centrodestra ad Albenga Calleri in vista delle elezioni amministrative 2019, con una “sortita a sorpresa”. Tra i presenti, infatti, c’era anche il vicepresidente e assessore regionale alla Sanità Sonia Viale.

Rixi calleri

Un’occasione per fare il punto sulla sanità nel comprensorio albenganese e sulle tematiche più controverse: dalla privatizzazione dell’ospedale Santa Maria di Misericordia alle pubbliche assistenze, fino al destino dei centri salute.

“Fin dall’inizio del nostro mandato, – ha esordito Viale in tema di privatizzazione, – una delle criticità evidenziata dalla popolazione che abita intorno ad ospedali importanti, come Albenga, Cairo e Bordighera, era relativa alla riapertura dei pronto soccorso. Ma avere un pronto soccorso non significa solo avere una risposta per le emergenze h24, ma anche garantire sostenibilità e apertura dello stesso ospedale nella sua piena funzionalità. Uno scenario che non è possibile solo con i Punto di primo intervento, viste anche le problematiche nazionali in relazione alle risorse umane e per via delle risorse economiche”.

“Non si possono avere tutte le cure sotto casa, ma è necessario attribuire ad ogni ospedale un’identità, in modo tale che ci siano le cure migliori. Facendo una panoramica, come giunta abbiamo individuato la strada della gestione privata dell’ospedale pubblicò. E non ci devono essere assolutamente preoccupazioni da parte dei cittadini: la sanità resta pubblica”.

“Dal canto nostro, effettueremo controlli rigorosi rispetto ai contratti che dovranno essere siglati. Per ora c’è stata l’aggiudicazione definitiva, ma prima di compiere gli atti successivi (contratti, etc.), dovranno decorrere ancora alcuni giorni. Quindi, incontreremo i sindacati. Un’altra condizione collegata alla strada della privatizzazione era la salvaguardia dei posti di lavoro: tutti i dipendenti dell’ospedale di Albenga avranno garanzia del loro mantenimento all’interno di Asl”.

Quindi, un passaggio sulla “rivoluzione” che ha coinvolto le  pubbliche assistenze, nell’albenganese e non solo: “Questa è una rivoluzione certamente meno gradita perché come Regione ci siamo trovati a dover far rispettare una legge nazionale ed europea ed una sentenza del Consiglio di Stato, che ha stabilito che alle pubbliche assistenze possa essere affidato direttamente solo il soccorso in emergenza e non quello ordinario”, ha aggiunto Viale.

“Questo per la Liguria, che vanta tante pubbliche assistenze, soprattutto nell’entroterra, ha rappresentato un momento di difficoltà. Ci siamo chiesti come poter continuare e sono convinta che stiamo lavorando molto bene con le rappresentanze delle pubbliche assistenze, con due tavoli di lavoro, per rispettare da una parte le norme, che non ha certo voluto Regione Liguria, e la nostra realtà ligure. Sono fiduciosa in un ottimo risultato”.

Infine, Viale ha spiegato la vicenda relativa ai centri salute, il cui depotenziamento ha generato polemiche in ambito soprattutto locale, e il loro futuro a breve e lungo termine.

“Il destino dei Centri salute parte da una ‘fotografia’ di un impianto di base amministrativo costruito anni fa dalla precedente amministrazione, ma non solido. Una sperimentazione, lo dice il nome stesso, deve avere un inizio e una fine, e una fase di valutazione intermedia che non era mai stata fatta. L’iniziativa è partita da un’esigenza reale dei cittadini, ma situazioni come questa devono essere accompagnate da un percorso amministrativo, visto che si parla pur sempre di risorse pubbliche. Quindi non possono essere affidati senza gara determinati percorsi”.

“Inoltre, non devono essere pagati due volte gli stessi servizi: alcune attività erano già pagate al mondo della medicina del territorio. Abbiamo messo in sicurezza e ripristinato il rispetto delle regole amministrative e l’Asl ha fatto un buon lavoro, mantenendo alcuni servizi, ma con il giusto riparto di spese e competenze anche con il coinvolgimento dei Comuni”, ha concluso Viale.

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