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Porto di Finale, il Comitato sul piede di guerra: “Stop ai pagamenti, vogliamo le opere promesse” foto

Il Comitato che riunisce i diportisti ha inviato una lettera-diffida alla Finale Ambiente tramite i propri legali

Finale Ligure. “Fino ad ora il Comitato Porto di Finale Ligure è stato ignorato dall’amministrazione comunale: non hanno fissato un incontro come abbiamo richiesto da diverso tempo, né hanno risposto alle nostre 10 richieste”. Queste le parole di Mariateresa La Ferla, presidente del Comitato, che annuncia una nuova azione a tutela dei diportisti finalesi.

“C’è una situazione di degrado e di sostanziale abbandono in cui versa la struttura del porto turistico di Finale Ligure.  Esiste una carenza dei requisiti di sicurezza delle barche ormeggiate, che non possono prescindere da: affidabilità delle opere subacquee, che sarebbe garantita solo da nuove strutture in sostituzione di quelle vetuste e in cattivo stato di conservazione a causa dell’omessa manutenzione nel corso degli anni; affidabilità delle strutture di ormeggio a terra e dei pontili; stabilità strutturale della diga foranea e ripristino/potenziamento del mantello esterno costituito dalla massicciata; conformazione dell’imboccatura del porto che non è adatta a impedire l’ingresso e la riflessione dell’onda e che in alcune condizioni crea importanti problemi di risacca, peggiorata a seguito degli interventi sulle banchine risalenti agli anni 2005-2007; posizione dell’imboccatura del porto che rende inevitabile il periodico insabbiamento dell’imboccatura e che quindi necessita di opere di dragaggio sistematico e/o opere per mitigare tale criticità” denuncia il Comitato.

Altra grave mancanza è la carenza dei servizi agli utenti ed in particolare: assenza del servizio di distribuzione carburante dalla primavera 2018, dovuta anche all’impossibilità di accostamento alle banchine causa insabbiamento dell’imboccatura dall’anno precedente; parziale assenza del servizio di erogazione di acqua e luce a tutti i posti barca in quanto non ancora ripristinato in seguito alla mareggiata o mai previsto per i pontili 6, 7, 8 e 9; assenza del servizio di videosorveglianza; assenza di un adeguato numero di servizi igienici in rapporto al numero dei posti barca; assenza di una adeguata polizza di assicurazione che copra i danni alle barche dovute alle rotture delle strutture di ormeggio subacquee e a terra”.

Ulteriore mancanza è lo stato di non completamento del porto per quanto riguarda le opere a terra: “Il porto versa oggi in una condizione tale da far pensare più ad un cantiere abbandonato, che ad un porto turistico” aggiunge ancora il presidente del Comitato.

Per i diportisti riuniti nel Comitato non sono quindi rispettati gli obblighi contrattuali, per questo i legali del Comitato hanno inviato questa mattina una lettera a Finale Ambiente. “Lettera mora, infatti, le opere previsto dal Piano particolareggiato per il porto (2,5 mln di euro), così come gli interventi post mareggiata (600 mila euro)”.

Da qui la decisione dei diportisti di sospendere ogni forma di pagamento dovuta per l’ormeggio delle proprie imbarcazioni. Gli utenti provvederanno al versamento delle rispettive quote direttamente su un conto correnti gestito dal Comitato Porto di Finale, il quale provvederà ad effettuare i versamenti a Finale Ambiente quando saranno ripristinate le condizioni di sicurezza, decoro e servizio.

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