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Nuovo bando per il direttore di Finale Ambiente, Gualberti: “Società da riordinare”

"La scelta adottata è censurabile sotto diversi aspetti, soprattutto sulla scarsa considerazione degli obiettivi programmatici delle altre liste"

Finale Ligure. “Con un certo stupore rilevo come il consiglio di amministrazione di Finale Ambiente, a due mesi dalle elezioni, abbia bandito un concorso per la selezione del quarto direttore generale in cinque anni. Senza ancor aver verificato il bando, stando alle notizie di stampa, la scadenza per la presentazione delle domande sarebbe l’8 aprile, mentre la nomina e verosimilmente l’intera procedura di selezione, dovrebbe avvenire ad elezioni avvenute. La scelta adottata è censurabile sotto diversi aspetti, soprattutto sulla scarsa considerazione degli obiettivi programmatici delle altre liste”. Lo afferma Massimo Gualberti, candidato sindaco di Finale Ligure tra le fila del centro-destra.

“La nuova legge sulle partecipate, ad esempio, consentirebbe la sostituzione del consiglio di amministrazione con un amministratore unico, con poteri e funzioni propri di un direttore generale ed un’indennità ridotta di circa due terzi – spiega – Peraltro la natura di società a totale partecipazione pubblica, che gestisce servizi con affidamenti diretti, richiede, come noto, il cosiddetto ‘controllo analogo’, cioè un controllo così penetrante da rendere la società partecipata una mera articolazione del Comune, alla stregua di una qualunque unità organizzativa. Tale circostanza permetterebbe verosimilmente il ‘distacco’ o ‘comando’ di personale dell’Ente presso la società controllata, senza ulteriori costi, consentendo una chiara determinazione degli obiettivi della società ed un effettivo controllo sulle sue azioni”.

“Le recenti vicende, dalla discutibile organizzazione del personale, alla fallimentare gestione della raccolta differenziata, inducono a ritenere come gli interventi necessari riguardino maggiormente i quadri intermedi ed è su questi che si rende necessario intervenire con la massima urgenza. Un aspetto non marginale è poi rappresentato dalla paradossale condizione del Comune che, in base alle attuali norme, dovrebbe gestire i propri servizi con un unico dirigente nominato come previsto dall’articolo 110 comma 1 del Testo Unico degli Enti Locali (in luogo degli attuali due), per l’impossibilità di un incremento rispetto alla dotazione organica dirigenziale esistente alla data del 27 luglio 2018. La nomina di un dirigente presso la partecipata escluderebbe fin d’ora ogni diversa interpretazione, che potrebbe invece consentire il mantenimento dello stato attuale, con un dirigente addetto all’ufficio tecnico ed uno ai servizi finanziari”.

“In tale quadro, qualora fossi eletto sindaco, sottolineo fin d’ora la mia indisponibilità alla nomina di un direttore generale per la società partecipata, comunque selezionato, ritenendo eventualmente preferibile un investimento in figure professionali intermedie, che meglio si attaglierebbe alla complessità di una società multiservizi come Finale Ambiente”.

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